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J. QUINN - E. JAMES - C. BROCKWAY: La lady perfetta


TITOLO: La lady perfetta
AUTRICE: J. Quinn – E. James – C. Brockway
TITOLO ORIGINALE: The Lady Most Likely...
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1009, giugno 2012
TRE STELLE DEL ROMANCE VI INVITANO AL RICEVIMENTO DELL'ANNO
Hugh Dunne, conte di Briarly, deve prendere moglie. Per aiutarlo, sua sorella Carolyn prepara una lista di appetibili candidate e le invita, insieme ad alcuni interessanti gentiluomini, a un ricevimento nella propria casa di campagna. In particolare, ci saranno la bellissima e timidissima Miss Gwendolyn Passmore, la schietta Miss Katherine Peyton, ma anche il famoso eroe di guerra capitano Neill Oakes, l'ambitissimo conte di Charters e... naturalmente Cupido, che si divertirà a scombinare le carte in tavola. Cosicché l'esuberante padrone di casa avrà il suo bel daffare per trovare la donna più adatta a catturare il cuore indomito del fratello.
Esperimento ben riuscito questo, ma avevo pochi dubbi, considerata la bravura delle autrici coinvolte. Sono state talmente brave da riuscire a rendere credibile e quasi piacevole la modalità racconto. Come saprete da altre mie recensioni, non amo molto il racconto perchè mi sembra, soprattutto, difficile rendere piacevole, credibile e appassionante per le lettrici la storia così concentrata in poche pagine. In questo caso, ho trovato efficace il ricorso alla cornice, ossia al racconto che tiene unite le tre storie. Si parte dalla necessità di cui Hugh Dunne conte di Briarly si sembra appena accorto di aver bisogno di una moglie e di un erede. Per questo motivo sua sorella Carolyn Lady Flenchley decide di organizzare una festa in campagna alla quale invitare alcune ragazze adatte al ruolo. Ne seleziona alcune in una lista ma, man mano che la festa va avanti ci si accorge che le fanciulle in questione sono attratte da altri uomini e suo fratello non sembra esserne abbastanza turbato.
Nel primo racconto la bella della Stagione, Lady Gwendolyn Passmore che in realtà è una ragazza solitaria e schiva, cerca di sfuggire al nugolo di ammiratori che la perseguita. Solo Alec Darlington Conte di Charters sembra capire il suo stato d'animo inizia tra loro una bella complicata, anche se ostacolato da Octavia, la sorella di lui...
Nel secondo racconto, la seconda scelta di Briarly Katherine Peyton si trova davanti Neill Oakes, l'uomo di cui è innamorata sin da quando aveva 14 anni ma che l'aveva inspiegabilmente abbandonata, e che ora ricompare nell'improbabile ruolo di chaperon...
Infine, nel terzo episodio, finalmente Briarly trova la donna adatta a sé in Lady Georgina Sorrell, la migliore amica della sorella, quindi una donna che conosce da sempre, ma che aveva sposato un uomo talmente diverso da lui, che non avrebbe mai pensato di suscitare il suo interesse.
Ci sono diversi aspetti positivi di questo libro:
  • Innanzitutto mi è piaciuta la novità, la sperimentazione di affidare a tre autrici, tutte bravissime, un'unica storia, magari vista da prospettive diverse.
  • I riferimenti alla cornice della storia, in maniera particolare i passi in cui è presente Carolyn sono spassosissimi, tanto da farmi pensare che una storia su di lei e il marito andrebbe fatto, se non è stata già fatta e mi è sfuggita. È una coppia vivace che emerge in maniera molto vivida già dalle poche pagine che le sono dedicate.
  • Dei tre racconti ho apprezzato soprattutto il secondo perchè ha già un antefatto, quindi non si verifica la poco credibile situazione di un amore sbocciato nell'arco di 20 pagine. Invece questo è il culmine di una vicenda che risale a quattro anni prima e con un amore che ha resistito anche a una lunga lontananza.
Invece non mi è particolarmente piaciuto:
  • L'Hugh dell'ultimo episodio perché l'ho trovato poco legato e coerente allo stesso personaggio presente in cornice e negli altri racconti. Un uomo molto deciso e predatore, sicuro nell'intento di voler conquistare Georgina, quando negli altri racconti sembrava preso dalla volontà di conquistare una delle donne della lista.
Tutto sommato, un libro interessante.

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JO GOODMAN: La maschera dei sensi


TITOLO: La maschera dei sensi
AUTRICE: Jo Goodman
TITOLO ORIGINALE: One Fobidden Evening
USCITA ITALIANA: I Romanzi Passione 7, gennaio 2008
Un sontuoso abito d'epoca, una maschera dorata e Cybelline Caldwell diventa la regina Bodicea. La giovane vedova è decisa a trovare un cavaliere per trascorrere una notte di passione, mantenendo però celata la propria identità. Il prescelto è lord Christopher Hollings, conte di Ferrin. Ma anche affascinante libertino. Il quale non ha nessuna intenzione di fermarsi a una maschera pur di conquistare il cuore della donna che l'ha sedotto.
Questo libro è decisamente meritevole di attenzione per tutti gli aspetti interessanti che contiene, oltre al fatto di essere opera di una delle autrici più brave che conosco. La storia inizia in un'atmosfera molto inquietante e maliziosa durante un ballo in maschera. In questa circostanza Christopher Hollings conte di Ferrin incontra una donna che indossa il particolarissimo costume di Budicca e con lei trascorre un momento di straordinaria passione. Il suo ricordo è talmente indelebile che inizia le ricerche di questa misteriosa donna. Convinto di incontrare una persona che la conosce, in realtà, si trova davanti una splendida donna, Cybelline Caldwell. Inizialmente entrambi nascondono la loro vera identità, pur sapendo che entrambi stanno mentendo. Il ballo in maschera, per loro, continua ma, pian piano, iniziano a scoprire a vicenda molto più di quanto si aspettavano. Cybelline è una giovane vedova che ha deciso di concedersi, per una volta, il lusso di una notte di passione, convinta di avere a che fare con un libertino senza scrupoli che dimenticherà quell'incontro poco dopo. Al contrario, Ferrin è un uomo serio e intelligente che si nasconde dietro una fama, forse esagerata, di libertino. L'incontro notturno gli è rimasto talmente tanto nel cuore e nella mente che ritrovare Boudicca è fondamentale per lui. Presa in prestito l'identità di un suo amico si presenta a Cybelline. Tra i due l'attrazione è fortissima e, ancora di più, l'esigenza di mostrarsi per quello che sono realmente. La loro vicenda si intreccia a una, molto più inquietante, su delle strane lettere minatorie che Cybelline riceve.
Di questo libro mi è piaciuto:
  • La trama del mistero è davvero appassionante perchè riguarda un tradimento da parte del marito morto di Cybelline, per giunta morto suicida, con l'ex amante che le manda periodicamente le lettere d'amore tra i due. La risoluzione del mistero non è di facile risoluzione, anche se poi l'epilogo è decisamente strano, rocambolesco.
  • Mi sono piaciuti molto i protagonisti, per la loro costruzione psicologica, nessuno dei due è banale e lineare. Cybelline è una donna ferita, che ha perso tutte le sue sicurezze. Il suicidio del marito è stato il momento di deflagrazione, ulteriormente aggravato dalle lettere minatorie. La scarsa attenzione che il marito le prestava, alla luce di quanto scoperto ora, ha un'ulteriore spiegazione. L'opera di seduzione attuata con Ferrin intende scacciare quell'incubo oltre che sogni che la inquietano. Dall'altra parte Ferrin è la persona posata, meditativa e calcolatrice di una famiglia piuttosto bizzarra. Ha mantenuto una fama di libertino per poter vivere tranquillo nel ton e anche perchè le sue vere passioni per la tecnologia sono poco capite dalle persone che lo circondano. Trova in Cybelline una persona a cui confidare tutti i reali pensieri nascosti, anche per avere con lei una minima possibilità di successo.
  • Il personaggio di Anna, la figlia di Cybelline è caratterizzata molto bene. Diversamente da come capita solitamente, la bambina di circa due/tre anni è caratterizzata in maniera realistica, oltre ad essere protagonista e artefice di alcune delle scene più esilaranti.
Non mi sono piaciuti:
  • In alcuni punti ho trovato il romanzo eccessivamente verboso: una serie di dialoghi infinita che sembravano non portare a nulla, soprattutto quando i protagonisti si nascondono vicendevolmente l'identità.
  • Come non notarlo? La copertina è davvero orribile. Dà abbastanza bene l'idea del ballo in maschera, però la trovo davvero poco elegante. A parte che la figura maschile, così scura e muscolosa, ha poco a che vedere con l'immegina di Ferrin.
Fate, comunque, bene a recuperare questo libro, se non l'avete detto.

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MEREDITH DURAN: Grazie a te


TITOLO: Grazie a te
AUTRICE: Meredith Duran
TITOLO ORIGINALE: Bound by Your Touch
USCITA ITALIANA: I Romanzi Passione 66, aprile 2012
QUANDO GLI OPPOSTI SI ATTRAGGONO SI ACCENDE LA PASSIONE
James Durham, visconte di Sanburne, è l'affascinante briccone del bel mondo londinese, eppure Lydia Boyce è immune al suo fascino. Quando l'ultima trovata di Sanburne minaccia di infangare il nome del padre, Lydia decide di risolvere il problema da sola, senza neppure coinvolgere quel perditempo il cui unico scopo nella vita è dare scandalo. Ma dietro la facciata di gaudente, Sanburne nasconde una mente sveglia e un passato più doloroso di quanto ci si aspetti. Sarà grazie a lui e al suo focoso temperamente che Lydia, ben presto, scoprirà di aver a sua volta sopito dentro di sè un fuoco che nessun uomo era mai riuscito ad accendere.
Questo romanzo è un po' altalenante nel mio giudizio perchè a tratti mi è anche un po' piaciuto in altri, invece, l'ho proprio detestato. L'ho trovata, a tratti, una storia piuttosto piatta senza grandi emozioni, che coniuga sia azione che sentimenti, ma in maniera poco coinvolgente per il lettore. La storia è abbastanza vista. Lydia Boyce è un'esperta di antichità egizie che gestisce per il collocamento e la valutazione dei reperti che il padre scova in Egitto e invia in Inghilterra in accordo con il governo locale. Durante una conferenza, Lydia viene interrotta da un buontempone che porta un reperto, immediatamente giudicato un falso.
James Durham Visconte di Sanburne pensava di far colpo sul padre presentando la stele che proviene direttamente dagli scavi di Sir Boyce in Egitto. Quando Lydia gli fa capire che è un falso, lui accusa a sua volta suo padre di traffico di falsi e truffa. A questo punto i due iniziano a litigare e discutere continuamente perchè Lydia intende difendere il buon nome del padre, mentre James non intende sembrare stupido agli occhi di tutta Londra. Tra una litigata e l'altra, tra i due si accende la passione accompagnata dalla risoluzione del mistero del mercato dei falsi.
Di questo libro mi è piaciuto:
  • I battibecchi, all'inizio molto accesi, tra i due protagonisti sono la cosa più appassionante contenuta in questo romanzo. Lydia, molto posata e controllata, viene posta di fronte a James che, al contrario, è intemperante e, a tratti, incosciente e impertinente. All'inizio sembra avere la peggio di fronte alla razionalità della donna, ma a poco a poco emerge anche lui e la sua incapacità di allinearsi con i comportamenti socialmente accettati.
  • Tra i due personaggi principali ho preferito senz'altro James che è meno controllato, molto più irrazionale, ma allo stesso tempo fa emergere meglio e ancora di più la sua umanità. Il suo comportamento è oggetto di critiche continue, perchè sembra volutamente provocare il giudizio degli altri, soprattutto del padre. La sua storia ruota tutta attorno al cattivo rapporto che ha con il padre, da sempre, ma soprattutto da quando la sorella Stella è stata rinchiusa in manicomio per aver ucciso il marito. Il suo desiderio di provocazione nasce dal desiderio di destare una reazione, anche violenta, nel padre. Il suo percorso deve arrivare verso un'accettazione, se non recupero del rapporto, con il padre.
  • In generale, posso dire che lo stile dell'autrice è piuttosto promettente. Questo mi pare sia il suo primo romanzo, o comunque il primo che leggo di questa autrice, e mi pare che abbia una buona capacità nel creare personaggi validi, sfaccettati, nel saper descrivere, e nel saper costruire dialoghi.
Non mi sono piaciuti:
  • Non sono riuscita ad apprezzare particolarmente la figura di Lydia: è una donna tutta d'un pezzo che non accetta la realtà neanche quando ci sbatte il muso. Questo si nota da quando si illude di avere l'amore di quello che poi diventerà suo cognato perchè appunto chiederà la mano della sorella. Anche la stessa questione della truffa dei reperti falsi continua ad essere negata da lei finché il padre non l'ammette. Chiaramente grande l'illusione, grande la delusione. Ma in generale, a parte qualche sorriso, questo personaggio non suscita nè tenerezza, nè simpatia. Più che altro indifferenza.
  • Come non ribadire che, in generale, non amo particolarmente i romanzi che ruotano attorno al mistero dei reperti egizi. È un tema trito e ritrito, ormai non si può dire nulla di originale al riguardo.
Io, fossi in voi, lo eviterei.

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SAMANTHA SAXON: Lady del mistero


TITOLO: Lady del mistero
AUTRICE: Samantha Saxon
TITOLO ORIGINALE: The Lady Lies
USCITA ITALIANA: I Romanzi 798, gennaio 2008
TRA LEALTA' E PASSIONE, IL POTERE TRAVOLGENTE DELL'AMORE
Lord Aidan, conte di Wessex, durante la battaglia di Albuera viene fatto prigioniero dai francesi. Inaspettatamente, una donna bellissima e misteriosa lo fa fuggire. Non senza che lei e Aidan si scambino un bacio infuocato. Quando lo stesso angelo biondo riappare in Inghilterra con il nome di lady Celeste Rivenhall, Aidan è convinto che sia una spia dei francesi ed è deciso a smascherarne il gioco. Rischiando la vita, finiranno in un doppio vortice: dagli intrighi di palazzo alla passione travolgente.
Straordinaria sorpresa questo libro, di cui non mi ricordavo di aver letto nulla di particolare, ma mi ha davvero appassionata, nonostante sia una storia di spie che di solito non mi catturano particolarmente.
La storia inizia in Spagna sul campo di battaglia di Albuera. Il protagonista, Aidan Duhearst Conte di Wessex, è stato fatto prigioniero dai francesi, si aspetta una condanna a morte. Viene consegnato nelle mani di una donna affascinante che intende condurla da Napoleone, ma durante il viaggio riesce a scappare, non prima di aver scambiato con lei un appassionato bacio. Alcuni mesi dopo, Aidan si ritrova di fronte la stessa donna, che si fa chiamare lady Celeste Rivenhall ed è ora ben inserita nel ton londinese. Aidan teme immediatamente che lei, che è anglo-francese, stia facendo la spia per conto di Napoleone. Nonostante cerchi di denunciarla, nessuno tra le alte sfere sembra dargli credito. Le cose si complicano perchè Celeste è sorprendentemente sfuggente e scaltra, e tra di loro si scatena una fortissima attrazione. Aidan viene ancora più sorpreso dallo scoprire che Celeste non è stata affatto l'amante di Napoleone. Alla fine scopre che Celeste non è altro che una spia inglese che si sta fingendo una spia francese a Londra, ma che ha lo scopo di catturare un traditore inglese che trasmette informazioni alla Francia.
Sicuramente mi sono piaciuti:
  • Celeste è un personaggio molto interessante: è forte e coraggiosa, si è assunta una fortissima responsabilità ed è riuscita ad uscirne indenne. Non altrettanto fortunata sembra con Aidan. Di fronte a lui emergono tutte le sue fragilità e le sue paure: l'amore e la passione che lui le suscita sono per lei estremamente pericolose. Il suo amore è davvero appassionato e dolcissimo, visti i rischi che affronta per lui.
  • Mi è piaciuto anche Aidan: anche lui è un personaggio complesso e sfaccettato. Sembra molto iracondo, forte che sembra a volte spietato con Celeste. Ma poi diventa tenero, anche contro la sua volontà, e irrimediabilmente si conquista il favore della lettrice.
  • Mi sono piaciuti anche tutti i personaggi secondari che, anche attraverso poche pennellate, l'autrice ha saputo rendere in maniera estremamente credibile.
  • La trama spionistica, contrariamente al mio solito, mi ha appassionato tantissimo. Mi è piaciuto l'espediente per cui si vedeva anche il cattivo (terribile!) in azione senza mai rivelare l'identità. Ed è stato veramente difficile identificarlo fino alla fine. E poi c'era anche questo elemento della doppia identità di Celeste, che la lettrice conosce, ma che coinvolge perchè ti dispiace vederla trattare male quando si sa che non è colpevole di nulla.
L'unica cosa che non mi è piaciuta tanto:
  • Tutti quei personaggi di cui ho parlato prima, che sono ben delineati, hanno in alcuni casi una loro storia che io avrei voluto capire meglio. Ad esempio Gilbert e Sarah, la sorella del protagonista e suo marito, fanno spesso riferimento a una loro storia. Ma questo dove è raccontato? Cercando nella bibliografia di questa autrice non ho trovato altro che i tre volumi di questa serie. È possibile che l'abbia dato per scontato e abbia inserite le sole informazioni che sono qui presenti? Oppure la storia tra John Elkin e Lady Juliet Peverill finita male, comunque in questa storia, ha dei precedenti? E c'è un'altra lady (di cui non ricordo il nome) che spero sia protagonista di uno dei volumi della trilogia. Insomma la presenza di storie secondarie un po' date per scontate mi hanno infastidito.
In conclusione, questo libro è bellissimo e, se non l'avete già letto, ve lo consiglio.


SERIE LADY
  • LADY DEL MISTERO
  • THE LADY KILLER
  • THE LADY'S CODE

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ALMUDENA GRANDES: Gli anni difficili

Sara e Juan sono vicini di casa in un complesso residenziale di Rota, un paesino spagnolo sul golfo di Cadice spazzato da un vento inesausto. Entrambi madrileni, sono in fuga dalla città e da anni di amori contrastati e grandi sofferenze. Sara è una donna di mezza età, ricca e sola, vive lacerata dai fantasmi di un'infanzia infelice e animata da un desiderio sfrenato di rivalsa. Juan, medico sulla quarantina, è reduce da una relazione con la moglie del fratello da cui ha avuto una figlia: un rapporto difficile che lo ha indotto ad atti estremi. Il passato non perdona, e crudelmente riemerge non solo nel tormento dei ricordi, ma anche nella figura inquietante di un poliziotto. Ma proprio quando sembra svanire ogni possibilità di sfuggire all'ineluttabile e persecutorio destino, per Sara e Juan si apre uno spiraglio... Romanzo appassionante, sostenuto da una scrittura intensa e poetica, Anni difficili è un'opera totale che intreccia con maestria le vicende private dei suoi protagonisti con quelle della Spagna del secolo scorso.
Romanzo difficile, come recita lo stesso titolo. Questo libro per quanto sia lungo, ben 640 pagine, mi ha richiesto uno sforzo non indifferente a causa della complessità della vicenda e del linguaggio usato dall'autrice.
Tentando di riassumere la vicenda possiamo dire che essa ripercorrere tre vicende: quella di Juan, Alfredo e Tamara Olmedo, due fratelli e la nipotina; quella di Mirabel e del figlio Andreas, la domestica dei primi. Tutti quanti vivono in una piccola cittadina sul golfo di Cadice, un luogo deserto o quasi, per la maggior parte dell'anno e che si anima solo d'estate. Sembra strano che questi abitanti della città si siano andati a seppellire in tale luogo.
Il fiorire dell'amicizia tra tutti loro è la scusa per ripercorrere i loro anni difficili, appunto. Sara ha avuto un'infanzia terribile: i genitori l'hanno lasciata a vivere presso una ricca signora senza figli che l'ha tenuta con sé fino ai 18 anni e poi l'ha mandata via. Tornata dai suoi genitori si è sforzata di costruirsi una propria vita, sempre con la sensazione di non essere al posto giusto, di non avere una casa e una famiglia. Ha avuto una vita dura, ha fatto delle scelte complesse, non sempre dalla parte del bene, per questo liberatasi da tutti i legami ingombranti, si è ritirata in solitudine e proprio lì, per la prima volta, si è ritrovata circondata da persone che le vogliono bene.
Juan Olmedo è sempre stato un bravo ragazzo, un bravo studente, un bravo medico. La sua vita è stata segnata da un rapporto difficile con il fratello Damian e con la donna che ha sempre amato e che ha sposato quest'ultimo invece che lui. Quando sia sua cognata muore in un incidente stradale che il fratello, morto per una strana caduta dalle scale, Juan prende con sé Tamara, che in realtà é sua figlia, e il fratello minorato Alfonso per andare alla ricerca di un po' di serenità. La sua svolta dipende anche dalla sua domestica, Mirabel, e dalla riscoperta con lei della passione.
Mirabel all'inizio della storia è una donna piuttosto sboccata, alla caccia di un uomo. È una donna forte e indipendente che, da sola, cresce il figlio Andreas, dopo aver coraggiosamente allontanato il marito perdigiorno. Inizia la storia con Juan in maniera spensierata, donando e donandosi un po' di piacere. Quando, sorprendentemente, questa storia va avanti deve fare i conti con il suo senso di inadeguatezza.
Il messaggio centrale di questo romanzo è che tante dolorose solitudini, messe insieme, riescono a diventare forza e coraggio di cambiare e di andare avanti. Questo gruppo un po' sgangherato e molto eterogeneo mi ricordava certo film alla Ozpetek in cui varia umanità si riunisce attorno a un tavolo e si sostiene a vicenda.
Non nascondo che lo stile di questa autrice è davvero molto complesso: un periodare complessissimo, fortemente paratattico, un uso molto attraente, quasi evocativo, della parola. Per non parlare del continuo andare avanti e indietro con il tempo tra il presente del racconto e il passato, di varie epoche e mai organizzato in ordine temporale, dei ricordi dei personaggi.
Non nego che questo romanzo sia stato molto duro da leggere e ci ho impiegato parecchio tempo, è una sfida stimolante.

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JILL BARNETT: Un amore straordinario


TITOLO: Un amore straordinario
AUTRICE: Jill Barnett
TITOLO ORIGINALE: Wonderful
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1006, maggio 2012
TRA LE NEBBIE DI UN CASTELLO INCANTATO TUTTO PUO' ACCADERE
Da molto tempo la splendida lady Clio di Camrose, fanciulla indomita e intraprendente, sta aspettando di conoscere il suo promesso sposo, il valoroso cavaaliere Merrick de Beaucourt. Il leggendario Leone Rosso sta infatti combattendo al servizio del re in terre lontane. Quando Merrick fa finalmente ritorno in patria, dopo sei anni di battaglie, trova Clio alle prese con l'ultima delle sue straordinarie idee: la ricerca di una ricetta segreta di una birra dai poteri magici. E sarà solo dopo esplosivi battibecchi, incomprensioni e avventurose peripezie che i due giovani scopriranno anche la magia del loro amore, non meno straordinaria.
Primo, main realtà per me terzo e ultimo, libro della serie medievale di Jill Barnett. Ebbene sì, ho letto questa trilogia in un ordine non canonico, ma è perchè sono stati così pubblicati. Il secondo libro della serie, Una donna di ghiaccio, è uno dei miei romance preferiti in assoluto. Questo libro non è bellissimo da 5 cuori ma ci va molto vicino. È la burrascosa storia d'amore tra due giovani piuttosto testardi. Lady Clio di Camrose è famosa nella corte di Enrico Plantageneto per la sua capacità di creare guai, per questo viene allontanata dalla corte e promessa sposa a un cavaliere famoso per le sue imprese in Terrasanta. Lei non ha il potere di opporsi al volere del re, ma si impegna a mantenere una certa autonomia anche nel matrimonio e a coltivare i propri interessi, che sono soprattutto uno: produrre l'antica birra all'erica.
Quando Merrick de Beaucourt torna in Inghilterra per prendere la moglie che gli è stata offerta, rimane sbigottito dalle stranezze e dal caratteraccio della fortuna moglie. I due non sembrano in grado di giungere ad un accordo su nulla, ma l'attrazione è attiva da subito e, man mano che si conoscono e affrontano delle esperienze insieme, iniziano ad apprezzarsi reciprocamente.
Di questo romanzo mi sono piaciuti:
  • La storia d'amore tra Clio e Merrick è molto tenera: è tutto molto semplice, non ci sono grandi complicazioni e fraintendimenti, le difficoltà consentono di evidenziare il tenero amore che si è creato tra i due. È stato piacevole, per una volta, vedere una storia semplice e lineare e, allo stesso tempo credibile, da cui non ci si doveva aspettare grandi drammi.
  • I due protagonisti sono piacevoli: nonostante litighino in continuazione non si può evitare di provare simpatia per entrambi. Da una parte Merrick è un uomo duro, abituato soprattutto a fare la guerra, poco avvezzo a trattare con le donne. Nello stesso tempo sa essere tenero con i più deboli e indifesi. Non si può evitare di provare simpatia per lui che è come un grosso orso tenerone. Dall'altra parte, Clio è molto vivace e testardo, a volte eccessiva nella sua ricerca di vendetta e preoccupazione. Lei risulta piacevole perchè comunque non arriva mai a fare grosse sciocchezze: sì, è vero che va e viene infischiandosene delle raccomandazioni di Merrick, mettendosi in pericolo, ma non è mai troppo avventata. E, comunque, nella parte finale del libro si riscatta per tutte le possibili sciocchezze commesse.
  • Il tono prevalente del libro è quello umoristico: ci sono scene in cui non si può evitare di ridere. Che dire della scena in cui Merrick e Clio dormono insieme (ma senza consumare) e lei si lamenta di aver dovuto dormire con il suo ginocchio aguzzo puntato sulla schiena e lui, congedandosi da lei, dice: “Quello non era il mio ginocchio!”...
  • Questo mi porta anche a parlarvi dei dialoghi veloci e dinamici, quasi cinematografici. Mi è piaciuto tanto perchè questo rendeva la storia molto veloce e aumentava la capacità di immedesimarsi e di immergersi nella storia.
L'unico elemento che non mi è garbato molto:
  • La storia risulta un po' affrettata. Non so se dipenda dai tagli effettuati in traduzione, ma sembra che si passi un po' troppo velocemente da una scena magnifica all'altra. Avrei gradito anche se si potesse assistere più gradatamente allo sviluppo della storia d'amore.
Per concludere, consiglio questo libro molto divertente e tenero allo stesso tempo. Se riuscite a procurarvi anche Una donna di ghiaccio, ve lo consiglio ancora di più 

TRILOGIA MEDIEVALE
  • UN AMORE STRAORDINARIO
  • UNA DONNA DI GHIACCIO
  • MAGICO CUORE SELVAGGIO

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JOCELYN KELLEY: La notte del cavaliere


TITOLO: La notte del cavaliere
AUTRICE: Jocelyn Kelley
TITOLO ORIGINALE: One Knight Stands
USCITA ITALIANA: I Romanzi 797, gennaio 2008
IL MEDIOEVO NON E' MAI STATO COSI' EMOZIONANTE” Mary Jo Putney
Elspeth Braybrooke, educata nell'abbazia di St Jude a un raffinato uso del bastone da combattimento, ha una missione: affrontare i pericoli del Galles per impedire che si avveri una oscura profezia di Merlino. Tra una minaccia e un duello, incontra Tarran ap Llyr, principe in cerca di vendetta dopo la morte dell'amata moglie. Elspeth e Tarran si troveranno a combattere gli stessi nemici, scoprendo di essere avvinti da un unico amore.
Ed ecco che si riconferma il giudizio di autrice assolutamente noiosa dal quale aveva deviato solo nel primo libro della serie, L'orgoglio di un cavaliere, con mia grande sopresa. Il mio giudizio su questo libro è totalmente negativo.
Elspeth Braybrooke è una delle fanciulle cresciute nell'abbazia di St Jude voluta dalla regina Eleonora d'Aquitania per formare quasi un corpo armato a sua disposizione. Elspeth è la figlia di artisti girovaghi, morti quando lei era bambina. Nel precedente libro i protagonisti l'avevano trovata sola e condotta nel monastero dov'è stata allenata all'uso dei bastoni da combattimento. Ora è una delle guerriere più esperte, la regina le affida l'incarico di rimuovere una delle più pericolose minacce per la sicurezza del regno... una pietra! Un'antica leggenda sostiene che se il re la dovesse calpestare, troverebbe la morte. Elspeth si mette in cammino e, durante il viaggio, incontra Tarran ap Llyr, figlio di un bastardo dell'antico re, anche lui in cammino per trovare l'assassino della moglie. I due continuano insieme tra avventure varie e scoppi di passione.
Di questo libro non mi sono piaciuti:
  • Già mi davano particolarmente fastidio i nomi difficilissimi in cui proliferavano le w e le y che dovrebbero essere il tocco celtico. Sono arrivata alla fine del libro e ancora non riuscivo a identificare i personaggi di cui si parlava perchè mi intortavo in questo magma di nomi stranissimi.
  • L'impresa a cui Elspeth viene chiamata è, secondo me assurda: la profezia dice che il re morirà se calpesta una pietra (che ha uno di quei nomi strani!). Per questo lei si mette a vagare, senza sapere dove si trovi e che aspetto abbia questa pietra. Al primo posto in cui arriva le danno una vaga indicazione e lei inizia a percorrere un fiume esaminando tutte le pietre particolari in cui si imbatte. Alla fine, miracolosamente, intuisce di averla trovata e arriva il lato buffissimo dell'impresa: lei e i suoi compagni se la devono caricare su un carro, all'insaputa di tutti, e trasferirla in un luogo poco accessibile. La compagni di guerrieri diventa una compagnia di buffoni e l'impresa assume un aspetto tra il picaresco e il fantozziano.
  • La storia in sé è, sempre secondo me, totalmente priva di senso: non è né una grande storia d'amore, né una grande storia d'avventura.
  • Infine, ma assolutamente fondamentale, è di una noia più unica che rara per cui avevo la tendenza ad addomesticarmi dopo averne lette poche pagine.
L'unico aspetto che si può salvare:
  • solo a tratti. Quando riemergeva la storia d'amore tra i due protagonisti la vicenda guadagnava un po' di interesse. È, o meglio doveva essere, la storia di un amore contrastato dal senso del dovere: di lei che si sente ancora troppo legata all'abbazia e che non può pensare di rinunciarvi, oltre a sentire inadeguata come compagna di un principe; di lui che non vuole tradire il ricordo della moglie defunta che, al contrario, deve assolutamente vendicarsi uccidendo il suo assassino.
In ultima analisi, se vi siete persi questo libro, non è stato un gran danno.

SERIE SIGNORE DELL’ABBAZIA DI ST JUDE
  • L’orgoglio di un cavaliere
  • La notte del cavaliere
  • A Moonlight Knight
  • My Lady Knight


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TONY BLAKE: Una notte per sempre


TITOLO: Una notte per sempre
AUTRICE: Toni Blake
TITOLO ORIGINALE: Tempt Me Tonight
USCITA ITALIANA: I Romanzi Extra Passion marzo 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Trish Henderson è tornata a casa, a Eden, per occuparsi di alcuni affari di famiglia. Nonostante siano trascorsi quattordici anni e si sia affermata come avvocato a Chicago, non ha mai dimenticato il suo primo amore, Joe Ramsey, tanto meno il suo atroce tradimento. Quando si ritrova faccia a faccia con l'uomo irresistibile che Joe è diventato, Trish decide di vendicarsi. Il suo piano: una sola notte nel suo letto, sedurlo e infine piantarlo in asso, per ripagarlo con la stessa moneta e farlo soffrire anche di più. C'è però un piccolo problema: Trish non ha fatto i conti con se stessa. E sta per scoprire che una notte con Joe potrebbe non essere abbastanza...
Debutto di una nuova autrice per I Romanzi Mondadori e debutto abbastanza promettente, ci sono alcuni aspetti di questo romanzo che mi sono piaciuti molto, altri decisamente meno. Sembra una classica commedia romantica americana, quello di solito interpretata sullo schermo da Jennifer Aniston o Kate Hudson o Rheese Whiterspoon, volti che di volta in volta attribuivo alla protagonista. Lui aveva i possibili volti di un giovane Tom Cruise o Hugh Jackman.
Trish Henderson torna a Eden, sua città natale, per aiutare i genitori a vendere la tavola calda. La sua permanenza, contro ogni suo desiderio, si prolunga e i suoi amici di sempre complottano per farle rivedere il suo ex fidanzato, colui che ha provocato la sua fuga da Eden con il suo tradimento. Il primo incontro tra Trish e Joe Ramsey è scoppiettante perchè entrambi avvertono la potente attrazione per l'altro, come qualcosa di inconcluso da troppo tempo. La scelta, apparentemente semplice, di dare sfogo al loro desiderio reciproco si rivela, in realtà, un'arma a doppio taglio perchè nessuno dei due può più fare a meno dell'altro. Il tempo che avranno modo di trascorrere insieme servirà a conoscersi meglio, staccandosi dal ricordo di loro stessi da adolescenti, e scoprirà degli adulti con delle ferite, delle insicurezze che la vita ha impresso su di loro.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • Le piacevoli trame e ambientazione da commedia romantica. I protagonisti si muovono nel tipico piccolo centro periferico della buona, vecchia America in cui tutto si muove attorno ad alcuni esercizi commerciali, alla Chiesa e in cui tutti conoscono tutti. Come ho avuto modo di dire mi ricordava tanti piacevoli film visti, in particolare uno con Matthew McConaughey (spero che si scriva così) in cui la protagonista torna da stilista famosa nel suo vecchio paese per divorziare definitivamente dal marito. Anche Trish è divisa tra la vecchia vita, abbandonata 14 anni prima, di ragazza di campagna e quella di avvocato affermato di Indianapolis.
  • Mi piace tantissimo, da buona romantica, l'idea del primo amore che sopravvive a tanti anni di lontananza e a tante incomprensioni per scoppiare nuovamente anche contro il volere dei protagonisti. Non è più l'amore puro e ingenuo di un tempo, anzi è ferito e Trish è poco disposta ad accordare nuovamente la sua fiducia, ma alla fine sfocerà in un sentimento più maturo e consapevole.
  • Quando l'autrice ricorda di metterle, sono interesanti le sfaccettature psicologiche dei protagonisti, le insicurezze di Joe che hanno determinato il suo tradimento; e l'incapacità di Trish di affidare a un uomo la sua fiducia; ma anche la generosità di Joe di fare da padre a una bambina che non è suo figlio.
Non mi sono piaciuti:
  • L'ho trovato per certi aspetti ripetitivo. Si capisce dalle prime pagine che fra i protagonisti c'è una fortissima alchimia sessuale, dopo un paio di scene altamente erotiche, mi sembra inutile aggiungere altre situazioni in cui i protagonisti fanno sesso nei modi e nei posti più assurdi. Troppo ripetitivo!
  • Un'altra cosa che mi ha dato fastidio è il fatto che tutti i fatti relativi ai personaggi erano sulla bocca di tutti, soprattutto i loro migliori amici, Kenny e Debbie. Questo già da subito perchè quando Joe ha tradito Trish, l'ha raccontato a Kenny che l'ha raccontato a Debbie, che l'ha riferito a Trish. Se qualcuno in questo paese si fosse fatto i fatti propri, si sarebbero risparmiati un po' di pene. Ma soprattutto, mi dà fastidio che sia Trish che Joe raccontino ai loro amici anche i particolari più intimi in modi che giudico abbastanza volgari.
In conclusione, il libro è abbastanza piacevole e lo consiglio chi vuole una lettura spensierata.

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MAGGIE OSBORNE: Matrimonio di fuoco


TITOLO: Matrimonio di fuoco
AUTRICE: Maggie Osborne
TITOLO ORIGINALE: Shotgun Wedding
USCITA ITALIANA: I Romanzi 796, gennaio 2008
UNA NARRATRICE CHE HA BRIO, STILE E CLASSE” Nora Roberts
Quanti vantaggi nelle riunioni dell'associazione “La nuova donna moderna”! Per Annie Malloy il più notevole è incontrare segretamente Bodie, noto fuorilegge e suo amante. Ma quando la ragazza scopre di essere incinta le cose precipitano: il bandito è pronto a sposarla ma non ha alcuna intenzione di rigare dritto. E Jess, giovane sceriffo della città da sempre innamorato di Annie, non esita a farsi avanti. Difficile scelta, visto che di mezzo c'è un revolver...
Devo dire che i romanzi western hanno su di me un fascino particolare, di solito mi piace questa ambientazione in territori aspri e selvaggi tra gente che ha affrontato grandi prove per lo sviluppo della frontiera. Di solito vi trovo personaggi molto affascinanti e intriganti. Ebbene, questo romanzo smentisce totalmente questo mio pensiero perchè mi ha particolarmente delusa.
Ci troviamo nei territori tra Missouri e Kansas, il centrale e selvaggio territorio degli Stati Uniti. In una cittadina, già abbastanza sviluppata, abita una ragazza, Annie Malloy, che ha ambizioni di libertà e di modernità. Per questo motivo ha iniziato a frequentare le riunioni dell'associazione “La nuova donna moderna” e che ha intrecciato una relazione segreta con Bodie Miller, un fuorilegge. Tanta modernità, però, non aveva contemplato la possibilità che questi incontri furtivi dessero un frutto. Quando Annie scopre di essere incinta viene presa dal panico, nonostante la disponibilità di Bodie, lei non ha alcuna intenzione di sposare a far vivere il figlio con un fuorilegge. Rimasta sola e additata dai concittadini per la sua colpa e ostracizzata, si vede costretta ad accettare la generosa proposta dello sceriffo Jess Harden di sposarla. Annie, con le spalle al muro, si vede costretta ad accettare, anche se non ama il marito. Anche se, poco a poco, il bel marito inizia ad affascinarla...
Di questo libro mi è piaciuto (o almeno mi sono sforzata di farmi piacere):
  • Sicuramente la storia è originale, non ho mai letto nulla di simile, una donna che liberamente decide di intrecciare una relazione e, altrettanto liberamente, rifiuta di sposare il padre del figlio. Anche se poi deve accettare di venire a patti con le convenzioni sociali, in fondo siamo sempre nell'Ottocento e la nascita di un figlio illegittimo sarebbe una terribile macchia.
  • Quest'autrice, come avevo avuto già modo di notare, è molto brava nel costruire dialoghi vivaci, veloci ed efficaci. I dialoghi sono realistici ed efficaci a portare davanti ai nostri occhi i personaggi in azione.
  • Lo stile, in generale, è molto vivace, ironico, divertente. Questo riesce ad alleggerire il racconto, anche nei momenti più drammatici che i personaggi vivono, soprattutto la protagonista. Questo è molto positivo perchè già la situazione rappresentata è assurda e difficile da capire, è difficile solidarizzare con la protagonista, ma almeno ti strappa un sorriso ogni tanto.
Decisamente non mi sono piaciuti:
  • La protagonista. Annie Malloy è un esempio, secondo me, inarrivabile di assurdità, antipatia e stupidità. Una donna che intreccia una relazione per curiosità, per sapere com'è stare con un uomo. Sicuramente non è credibile nell'America dell'Ottocento. Ma al di là della verosimiglianza o meno di questa situazione, è assolutamente una premessa poco affascinante e poco accattivante. Tra lei e Bodie non c'è assolutamente alcun sentimento: tutto questo mette una grande delusione addosso. Dopo aver combinato il disastro, poi, è più condivisibile il suo atteggiamento di protezione nei confronti del figlio, tenendolo lontano da un padre così pericoloso. Ma insomma, lei sapeva anche prima cosa faceva Bodie e poi, visto che le sue esperienze con lui erano state così deludenti, perchè sono continuate? Insomma, io l'ho trovato un personaggio poco costruito.
  • Per quanto detto sopra e anche per il particolare rapporto tra Annie e Jess ho trovato in questo libro poco romanticismo e poco amore. C'è molta azione, c'è molta introspezione nei confronti di Annie, ma il rapporto tra Annie e Jess è poco analizzato. A parte la domanda di lui a lei se lo ami o meno, ripetuta a intermittenza, dalla quale dovremmo dedurre che lui la ami, non si sa come perchè e da quando, non c'è altro. Ma ad un certo punto, non si sa come, perchè e quando, Annie è innamorata di lui. Il tutto è davvero poco sviluppato e non si capisce come si siano formati questi sentimenti.
È un vecchissimo libro, ma se ve lo trovate per mano, lasciatelo perdere.

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ROBIN SCHONE: Risveglio dei sensi


TITOLO: Il risveglio dei sensi
AUTRICE: Robin Schone
TITOLO ORIGINALE: Awaken, My Love
USCITA ITALIANA: I Romanzi Extra Passion 15, marzo 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 5/5
Un bel mattino, al risveglio, Elaine Metcliffe si ritrova in un letto sconosciuto, nel corpo di un'altra donna, in un altro letto. Turbata, scopre che in questa nuova vita è sposata a un barone inglese, Charles Mortimer, un uomo sicuro di sè e terribilmente attraente, deciso non solo a sedurre la donna, che crede sia di diritto, ma anche a educarla nelle arti erotiche. Divisa tra la fedeltà al marito reale, freddo e indifferente, e la squisita tentazione che Charles le offre con ogni suo tocco, Elaine perviene a una decisiva consapevolezza. Che l'oscura magia responsabile di averla trasportata in quel luogo e in quel tempo, non è potente quanto la passione che le fa desiderare di restarvi per sempre.
Questo libro è stata una piacevolissima sorpresa, confermata poi da molti altri giudizi positivi espressi da altre lettrici. La storia è complessa, ma al tempo stesso molto lineare: si tratta di un time travel molto particolare.
Una mattina Elaine Metcliffe si sveglia in un letto e in una stanza che non sono sue, oltre a scoprire progressivamente di trovarsi nel corpo di un'altra persona e in un altro secolo. Lo shock è immenso: la 39enne seria, anche un po' grigia, che vive a Chicago nel XX secolo si ritrova nel corpo di una ragazza 21 enne del XIX secolo. Il nome di questa giovane è Merrigan, è zoppa, è sposata da un anno con un nobile. Con suo enorme sgomento, al contrario del marito Matthew che ha lasciato nel futuro e che la ignorava letteralmente, quest'uomo insiste nel volerla sedurre e finisce per farle conoscere la vera passione che può nascere tra un uomo e una donna.
Lucien Charles Villiers Mortimer ha aspettato un anno, il 21esimo compleanno della moglie, prima di consumare il matrimonio. Il primo rapporto con la moglie, riluttante, è stato piuttosto deludente. Alla fine di esso si è sentito ancora più solo. Con suo enorme sgomento, la moglie sembra essere cambiata e, nonostante un certo imbarazzo da parte di lei, risponde con entusiasmo alle sue avances, se non addirittura le provoca. Sembra essere un'altra donna... Cercherò di raccontare il meno possibile per non rovinare la sorpresa a chi non l'abbia già letto. Di questo libro mi è piaciuto:
  • La trama è molto originale. Non è il primo time travel che leggo, ricordo la meravigliosa saga Outlander di Diana Gabaldon. Questo, però, ha un qualcosa di diverso perchè non parla solo di una donna che viaggia nel tempo ma che, addirittura, si incarna nel corpo di un'altra donna e che si deve abituare non solo alle abitudini, allo stile di vita diversi ma anche a sentirsi dentro un'altra pelle.
  • Ne deriva che la psicologia della protagonista è magistralmente descritta: dall'abituarsi a vivere in un corpo sconosciuto al capire come mai si trovi lì o che cosa ne è stato del suo corpo e della sua altra vita. Questo è un aspetto del racconto davvero meraviglioso perchè i pensieri della protagonista sono sviluppati in maniera dettagliata e verosimile. Ti sembra quasi di trovarti al suo posto e di sentire il suo malessere. Anche la psicologia del protagonista maschile è altrettanto ben costruita anche se non ha lo stesso peso di Elaine /Merrigan. Charles non è particolarmente tormentato, ma è un uomo che ha difficoltà a capire la moglie, non è riuscito, nonostante tutto il suo fascino, a far breccia nel suo cuore, ma ora finalmente sembra che le cose siano cambiate. È un uomo affascinante, intrigante, dinamico è, probabilmente, l'elemento più luminoso di questa storia.
  • Mi è piaciuto il tocco d'ironia che l'autrice ha saputo dare qua e là. L'ironia è la cifra stilistica che meglio di ogni altra spiega lo stupore, l'incredulità con cui Elaine affronta le stranezze dell'epoca in cui si trova a vivere e delle persone che la circondano, soprattutto i lugubri e pessimi parenti di Merrigan.
  • Non si può non dire che in questa storia ci sia tutto ed espresso nel modo migliore: l'amore, la passione, il mistero e l'azione. Il tutto è stato perfettamente amalgamato ed equilibrato: ad esempio, non è la classica storia in cui l'elemento erotico surclassa tutto il resto. Ci sono delle scene di sesso, piuttosto spinte, ma queste non infastidiscono perchè non predominano su una vera storia d'amore.
  • Infine non si può non ammirare lo stile dell'autrice, vivido, dettagliato, ironico, passionale e romantico nello stesso tempo. In questo caso, plauso anche al traduttore che ha fatto un ottimo lavoro.
Consigliatissimo!

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MIRANDA JARRETT: La scommessa del duca


TITOLO: La scommessa del duca
AUTRICE: Miranda Jarrett
TITOLO ORIGINALE: The Duke's Gamble
USCITA ITALIANA : GRS 615, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 2/5
Londra, 1805
Eliot Fitzharding, Duca di Guilford, è un ricco aristocratico la cui sfrenata passione per le donne e il gioco d'azzardo è ben nota nei salotti londinesi. Annoitato dai soliti passatempi mondani, il giovane gentiluomo decide di scommettere con gli amici che in meno di quindici giorni riuscirà a sedurre l'integerrima Amariah Penny, la nuova proprietaria della casa da gioco di cui è assiduo frequentatore. Amariah tuttavia non è disposta a mettere a repentaglio la propria reputazione per nulla al mondo, e tanto meno per diventare l'amante di un noto libertino. Da lei e dal suo atteggiamento decoroso dipendono infatti la rispettabilità del club e i proventi necessari a finanziare la sua segreta attività di beneficenza. E l'affascinante gentiluomo in cerca di emozioni, trova finalmente pane per i suoi denti!
Si conclude con questo libro la serie Penny House di Miranda Jarrett di tre sorelle proprietarie di una casa da gioco che è, per loro, fonte di finanziamenti per le loro attività di beneficenza. Amariah Penny è rimasta l'unica sorella ad occuparsene a tempo pieno dopo il matrimonio delle altre due. Si è sempre occupata con estremo srupolo della gestione finanziaria di Penny House non lasciando spazio a nessuna distrazione. Per questo si è diffusa l'idea che sia una virago, impossibile da conquistare e, per smentire ciò, Eliot Fitzharding Duca di Guilford scommette di riuscire a sedurla nell'arco di breve tempo. Nonostante le resistenze di Amariah, la presenza di Guilford è per lei confortante e rassicurante, soprattutto quando le minacce di un anonimo sembrano voler rovinare Penny House. Tra i due, nonostante sbocci la passione piuttosto rapidamente, ci sono molte incomprensioni e contrasti. Eliot sembra mettere continuamente in crisi la fiducia accordatagli da Amariah che, da parte sua, è piuttosto veloce nel ritirarla.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • Sicuramente la scrittura è scorrevole, molto lineare. Sembra un compitino svolto molto diligentemente, anche con una certa attenzione, di quelli che a scuola prendono più che la sufficienza ma non possono arrivare all'eccellenza. Resta tutto a un livello mediocre perchè non c'è nulla del grande romanzo: né una storia forte, né un personaggio interessante. Però, lo ribadisco, è una storia scorrevole che si legge con una certa facilità.
  • L'unico personaggio che mi sento di salvare è il cattivo Westbrook, l'unico a cui l'autrice ha dato un po' di spessore psicologico. La sua malignità e volontà di distruggere i protagonisti, seppur un filo esagerati, sono credibili e hanno un certo fascino. Westbrook è un giovane nobile la cui vita dissipata è causa della sua distruzione morale e materiale. Attribuisce sempre agli altri, l'origine dei suoi mali e questo lo porta a sprofondare sempre più nel baratro.
Non mi sono piaciuti:
  • La trama è scontatissima: quanti libri abbiamo letto in cui il protagonista scommette di sedurre la protagonista? Di fronte a una trama così banale, mi sarei aspettata che l'autrice si concentrasse nel creare personaggi originali. Nulla di tutto ciò avviene.
  • Al contrario, i personaggi sono inconsistenti, soprattutto dal punto di vista psicologico: lei è la figlia di un vicario diventata proprietaria di una sala da gioco. In teoria è una donna che in un contesto piuttosto libertino vuole dare un'immagine di severità e austerità. L'unica cosa che sappiamo di lei è questa. Mi pare troppo poco. Eliot è un duca sfaccendato, se può perdere il suo tempo a scommettere. Sembra superficiale ma poi, non si sa perchè, se per un impulso di generosità o per far colpo ai suoi occhi si lascia andare a gesti di solisarietà. Nel corso della scommessa si innamora di Amariah ma non si capisce né quando, né dove, né perchè. Davvero dei protagonisti inutili.
Questo libro non mi è piaciuto affatto: stranamente ho avuto difficoltà sia a trovare aspetti positivi che negativi perchè la mediocrità (che, secondo me, è peggio di un libro cattivo) lo caratterizza in tutto. Non consiglio a nessuno di leggerlo se non a chi, magari, ha già letto i primi due, riesce a trovarlo (perchè è un libro di parecchi anni fa) e vuole sapere come finiva la serie.

Serie Penny House
  • La posta in gioco
  • La scommessa di Bethany
  • La scommessa del duca


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ANNE STUART: Una rosa a mezzanotte


TITOLO: Una rosa a mezzanotte
AUTRICE: Anne Stuart
TITOLO ORIGINALE: A Rose at Midnight
USCITA ITALIANA: I Romanzi Emozione 1
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
L'unico obiettivo nella vita dell'incantevole Ghislaine "Gilly" de Lorgny è distruggere Nicholas Blackthorne, il libertino che le ha portato via tutto: la dignità, la ricchezza e i suoi cari, rifiutandosi di prestare aiuto alla sua famiglia nel Terrore della Rivoluzione francese. Ma prima che Gilly riesca a compiere l'agognata vendetta, il farabutto manda all'aria i suoi piani e la rapisce. In giro per l'Europa per sfuggire alla legge, Nicholas si propone di sedurre Gilly, per poi abbandonarla. Lei lo sa bene, ma ciò che ignora è che a tradirla sarà inaspettatamente il cuore.
Questo romanzo ha tutti gli ingredienti dei grandi romance, non a caso ha avuto dei giudizi altissimi dalle lettrici americane. A me questo libro è piaciuto abbastanza, non tanto da reputarlo un libro indimenticabile, ma sicuramente ha in sé ottimi elementi.
La struttura del racconto non è semplice, nè tanto meno semplice da raccontare: va continuamente avanti e indietro nel tempo dagli inizi della Rivoluzione francese ai primi anni dell'Ottocento. Alle prime avvisaglie della Rivoluzione il conte de Lorgny tenta di affidare i figli al giovane Nicholas Blackthorpe che, invece, si rifiuta di assumersi una tale responsabilità, considerando anche la particolare attrazione che sente nei confronti della giovane Ghislaine de Lorgny. Questo rifiuto scatena una serie di conseguenze: il conte e la moglie cadono sotto la lama della ghigliottina, la ragazza e il fratellino finiscono nelle strade malfamate di Parigi a cercare di sopravvivere. Nella disperazione Ghislaine finisce per doversi prostituire. Diversi anni dopo, in Inghilterra, Gilly si trova di nuovo di fronte Nicholas e, repuntandolo responsabile delle sue disgrazie, cerca di avvelenarlo. Sopravvissuto all'avvelenamento, preso da furia, l'uomo la porta con sé in Scozia e inizia così un viaggio che li porterà in tutta Europa, dall'Olanda all'Italia con uno scontro continuo tra i due, misto però a quella passione che si era già profilata anni prima.
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • I due eroi: sono entrambi estremamente torturati e tormentati, ed entrambi con buone ragioni. La loro personalità e la loro psicologia sono estremamente ben delineate. C'è in tutti e due un che di autodistruttivo: entrambi hanno delle esperienze passate estremamente dolorose e sembrano avere la convinzione di meritare il dolore che hanno vissuto. Saranno l'uno la salvezza e la redenzione dell'altro: l'amore reciproco lava tutte le possibili colpe e macchie che entrambi si sentono addosso e aiuta ciascuno dei due a sentirsi degno dell'altro. L'autrice è stata molto brava a rendere credibile i tormenti di entrambi i personaggi, potevano dare una sensazione di toni eccessivamente cupi, invece lo scoppiettio e l'energia delle loro interazioni vivacizza il tutto.
  • Ad alleggerire i toni contribuisce anche il romance secondario che vede per protagonisti Ellen Fitzwater e Antony Wilton-Greening che devono inseguire la coppia fuggitiva sempre per tutta Europa. Entrambi si amano già, ma non se lo sono mai detto e il viaggio è l'occasione per potersi continuare a stuzzicare fino a riverlarsi i reciproci sentimenti. Non è un romance secondario gettato lì senza grande importanza, gli viene dato il giusto spazio e serve proprio a stemperare i momenti più difficili della trama principale.
  • La seconda parte, soprattutto, quella in cui i protagonisti devono venire a patti con i loro sentimenti è davvero molto bella e coinvolgente. Ci sono alcune scene tra Gilly e Nicholas di un'intensità emotiva fortissima in un crescendo che li porta nella scena finale, fortemente drammatica, a dichiarare inequivocabilmente i loro sentimenti, soprattutto da parte di Nicholas che, nel momento in cui teme di perdere Gilly, dice l'epica frase "Se muori, ti uccido", l'ho trovata fantastica!
  • Chiaramente non posso non fare un cenno all'abilità di scrittura dell'autrice: uno stile preciso, fortemente emotivo e drammatico che sa dare vita a questi personaggi eccezionali.
Di questo libro non mi è piciuto:
  • Ho trovato la prima parte del libro un po' troppo lenta: continui battibecchi, continue discussioni, in realtà senza rivelare nulla di essenziale, continui tentativi di fuga e riacciuffamenti. Dal punto di vista emotivo è meno intenso perchè ancora il rapporto tra i due protagonisti è giostrato su un livello di pura attrazione fisica, tra l'altro fortemente combattuta da Ghislaine.
È un ottimo romance, probabilmente ancora più intenso perchè non soggetto a tagli spietati, quindi è da consigliare a tutti.

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JUDITH E FRENCH: Il guerriero


TITOLO: Il Guerriero
AUTRICE: Judith E. French
TITOLO ORIGINALE: The Warrior
USCITA ITALIANA: GRS 614, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Egitto – Irlanda, 296 a.C.
Contro il volere della madre Rossane, il giovane e ambizioso Alessandro, figlio del Conquistatore macedone, si reca alla corte del potente faraone Tolomeo con l'intenzione di chiedere la mano di sua figlia e unificare così il regno di Battriana con quello d'Egitto, realizzando il grandioso sogno del padre. Benché accolto con tutti gli onori nel fastoso palazzo reale di Alessandria, ben presto il principe si rende conto di essere il bersaglio di ripetuti agguati, di cui non conosce il mandante. Solo e in terra straniera, non può fidarsi di nessuno tranne che della giovane Kiara, una coraggiosa e determinata schiava irlandese che sogna di ritornare un giorno nella sua lontana isola. In cambio del suo aiuto Alessandro le promette la libertà, ma durante il lungo e avventuroso viaggio la bella giovane dagli occhi verdi finisce per far breccia nel suo cuore, e lui si scopre molto restio a concedergliela.
Terzo e ultimo libro di questa serie dedicata ad Alessandro Magno, Rossane e i loro discendenti. In questo caso il figlio dei due, che l'autrice ipotizza sopravvissuto alle macchinazioni dei Diadochi (i generali di Alessandro Magno) decide di andare in Egitto e di sposare una delle figlie di Tolomeo allo scopo di legare i due regni. L'Egitto per lui si rivela un luogo infido, pieno di trappole e attentati alla sua vita, tanto è vero che si conclude con il tentativo di seppellirlo vivo. Ma sempre in Egitto, Alessandro ritrova il fratello Val /Paride da cui si è separato tanti anni fa e conosce la bella schiava irlandese Kiara che lo salva ma gli impone di riportarla in patria, solo dopo questa impresa Alessandro potrà tornare a casa e difenderla dalle mire del faraone. Nel frattempo, in Battriana, Rossane e la propria famiglia devono superare altrettante prove: Rossane tenta una pericolosa gravidanza in età avanzata; la figlia minore, Ava, viene rapita dagli Sciti...
Di questo libro mi sono piaciuti:
  • Il libro in questione, ma anche tutta la serie, presenta uno spunto decisamente originale. Già il fatto di aver reso Alessandro Magno protagonista di un romanzo può sembrare un sacrilegio, ma è comunque un'impresa ardita. In realtà, ho apprezzato che al centro della trilogia ci sia Rossane, una donna che nella realtà è stata una donna vittima della Storia e degli intrighi politici, viene proposta come una donna determinata e padrona del suo destino, nonostante le precisioni dei maschi della famiglia.
  • Il libro in questione, in particolare, acquista ancora più vivacità, rispetto ai precedenti, perchè si sgancia del tutto dalla Storia, pur mantenendo una sufficiente verosimiglianza, e può trattare e far sviluppare con maggiore libertà trama e personaggi. Questo li ha resi probabilmente, più brillanti e meno lontani rispetto al lettore.
  • La parte centrale, quella più avventurosa, è davvero molto coinvolgente: a partire dal momento in cui Alessandro si ritrova chiuso dentro una piramide, la liberazione da parte di Kiara e il loro viaggio. Qui il ritmo è molto più veloce e le scene sono anche molto più divertenti, soprattutto nei confronti pungenti sia tra Kiara e Alessandro che tra Val e Shahi.
Non mi sono piaciuti:
  • ci sono troppe storie che si intrecciano: la storia di Alessandro e Kiara, quella di Val a Shahi; la gravidanza di Rossane e il rapimento di Ava. Mi sono sembrate un po' troppe e, di conseguenza, tutte sono poco sviluppate. Se qualcuna di queste si poteva presentare come una trama secondaria, trovo che il rapporto tra Val e Shahi meritasse un proprio libro. Tutto ciò ha, naturalmente, comportato che quella che doveva essere la trama principale è fortemente penalizzata e la personalità dei protagonisti esce poco e risulta poco sviluppata e sfaccettata.
  • Mi ha lasciata totalmente sconcertata la figura di Ava: una bambina che a otto anni affronta un rapimento e riesce a escogitare espedienti per sfuggire. Troppo poco credibile, nonostante si facciano le dovute differenze con l'infanzia nel mondo antico, mi pare eccessivo. In realtà, questa perplessità l'avevo avuta con i piccoli Alessandro e Val de Il Barbaro.
Consiglio questo romanzo a chi ama i romance ambientati nel mondo antico, un'ambientazione un po' particolare, e dalla forte connotazione avventurosa.
  • IL CONQUISTATORE
  • IL BARBARO
  • IL GUERRIERO

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AA VV Il falco e la rosa


TITOLO: Il falco e la rosa
AUTRICE: O. Albanese; M. Camocardi; R. Ciuffi; M. Formenti; M. Masella; T. Melville; P. Picasso
USCITA ITALIANA: I Romanzi 1000, marzo 2012
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
AMORI E PASSIONI NELL'EREDITA' DI UNA STIRPE
Storie di guerrieri, congiurati, pittori, musicisti, patrioti ed ereditiere si avvicendano attraverso i secoli all'ombra di un palazzo maestoso, custode di segreti e di misteri, mentre il medaglione di una schiava passa di sposa in sposa, pegno di amori tormentati ma sempre vittoriosi. Speranze e avidità, orgoglio e illusioni, inganni e rivincite si intrecciano così, dalle Crociate al Novecento, nella storia della nobile famiglia fiorentina dei Monfalco. Ne sortisce un affresco di amori e passioni in una Firenze indimenticabile, raccontato dalla penna di sette grandi autrici italiane in un romanzo unico, in tutti i sensi.
Iniziativa molto interessante offerta da I Romanzi Mondadori in occasione dell'uscita del numero 1000 della collana Classic. E pensare che mi ricordo quando uscì il numero 500! che, per la cronaca, era La pazzia del cuore di Mary Jo Putney. Questa è un'antologia di racconti scritti dalle principali autrici italiane della collana. La particolarità è che questi racconti sono uniti dallo stesso filo conduttore, rappresentato dalla storia di una nobile famiglia fiorentina, i Monfalco, dal 1200 al 1900, da quando Lanfranco sposò Rosa, una schiava liberata, donandole un medaglione con inciso sopra lo stemma della famiglia, un falco che tiene un giglio e una rosa. Questo medaglione percorre i secoli affiancando tutti gli amori felici della famiglia.
Di questa antologia mi sono piaciuti:
  • l'idea di viaggiare nei secoli e di far affrontare a varie autrici una serie di racconti ma legati tra loro. Addirittura, in alcuni casi, ci sono rimandi con altri racconti, quindi il lavoro di raccordo deve essere stato complesso.
  • La storia di questa famiglia si intreccia a quella dell'Italia e della sua nobiltà. I racconti mostrano come i secoli d'oro per la Penisola siano stati quelli medievali-rinascimentali e come ci sia stata una decadenza delle istituzioni e della nobiltà a partire dal Settecento. La nobiltà, pur cercando di adattarsi alla nuova società borghese non si è saputa rinnovare ed è andata incontro alla dissoluzione.
  • Tra tutti i racconti ho particolarmente apprezzato quello di Theresa Melville intitolato “Guardami”. Trovo che sia stato il più originale e il meglio riuscito, pur nella limitatezza della lunghezza del racconto.
Non mi sono piaciuti:
  • la forma del racconto non è assolutamente la mia preferita. Si deve essere eccezionalmente bravi per riuscire a concentrare in poco spazio una trama esauriente, avvincente e con un adeguato sviluppo dei personaggi. Non sempre questi racconti ci riescono. Troppo spesso sono frettolosi e risolti in maniera semplicistica.
  • Il finale mi ha lasciata un po' di amaro in bocca. La nobiltà si è saputa rinnovare ma solo varcando i confini della nazione. Non che abbia particolare nostalgia dei nobili, ma ancora una volta le opportunità si trovano altrove, e poi francamente rabbrividisco pensando al Chianti trapiantato in California (scusate per lo spoiler!). Un'ultima fonte di amarezza è pensare al castello di famiglia trasformato in un albergo. Il che mi fa pensare al patrimonio artistico di questo paese dimenticato o deturpato da scelte discutibili. Ma scusate, non voglio partire con una delle mie filippiche.
Infine, posso dire che l'idea è buona, qualcosa di simile viene già fatta in USA. Spero che queste collaborazioni continuino, possono essere per tutti fonte di miglioramento.

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