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BARBARA PIERCE: Le seduzioni di una contessa


TITOLO: Le seduzioni di una contessa
AUTRICE: Barbara Pierce
TITOLO ORIGINALE: Courting the Countess
USCITA ITALIANA: I Romanzi 793, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
UN GIOCO SEDUCENTE PUO’ RENDERLA FELICE?
È fatale l’incontro tra Mallory Claeg, aristocratico anticonformista e pittore dal passato burrascoso, e lady Brock Meylan, discussa nobildonna rifugiatasi in Cornovaglia dopo lo scandalo suscitato dalla morte del marito. Affascinato dalla fragilità e insieme dalla forza della giovane, Mallory è deciso a farne la sua amante. Ma il passato torna a tormentarli: sarà solo cedendo all’amore che potranno trovare il loro futuro.
Quarto libro delle serie Bedegrayne e quarta storia interessante e intensa, in questa c’è un po’ meno azione e ancora più introspezione rispetto agli altri perché la trama è tutta giocata sulle fragili psicologie dei personaggi.
Avevamo conosciuto Brock Maylan Contessa A’Court in Il cuore di un gentiluomo quando, vittima degli abusi del marito Lyon aveva perso il bambino che aspettava. Quello era stato il momento più buio della sua esistenza, seguito da una chiacchieratissima morte del marito, in seguito a un sospetto incidente. Dopo quei drammatici avvenimenti Brock è fuggita in Cornovaglia.
Qui la vede per la prima volta Mallory Claeg mentre sta dipingendo, in cima a una scogliera e teme che abbia in mente il suicidio. Per questo la affronta e viene accolto dalle risposte pungenti della donna che non intendeva affatto suicidarsi, ma che non gradisce l’intromissione dell’uomo. Dopo un anno da questo incontro, Mallory continua a pensare alla donna e decide di raggiungerla.
Iniziano le schermaglie tra i due perché, nonostante Brock si senta attratta da lui non vuole cedere più il cuore a un uomo, dopo tutte le sofferenze patite con il marito. Inoltre, Mallory, con la sua fama di libertino, è l’ultima persona da cui aspettarsi un rapporto rassicurante. Nonostante le resistenze di lei, la passione incalzante di lui e le interferenze di tutti i personaggi di contorno, i due diventano amanti. Ma qui iniziano le difficoltà: perché Brock è oltremodo insicura e ogni minimo atteggiamento un po’ equivoco dell’uomo la mette in crisi. I due personaggi principali sono sapientemente costruiti. Brock ha delle cicatrici, non solo fisiche, molto profonde. Con l’ingenuità della giovinezza aveva creduto all’amore romantico invece è stata solo umiliata dal marito. Non si fida più degli uomini e questo si vede molto nel suo rapporto con Mallory. Ha molte insicurezze, per questo si è rifugiata lontano da amici e conoscenti di un tempo e, soprattutto, nei confronti dei Bedegrayne, vittime anche loro della follia di Lyon, ha un profondo senso di vergogna. Nonostante ciò, però, nel corso della storia lei si difende sempre molto bene, attacca prima di venir ferita, anche questo è un mezzo di difesa; tratta molto duramente Mallory, lo mette continuamente alla prova. Pian piano si vede che è una donna piegata, ma non spezzata che saprà ritrovare la strada per la felicità.
Anche Mallory ha un proprio passato non felicissimo. Intanto rappresenta benissimo la classica, affascinante figura dell’artista libertino, poi si mostra sempre scanzonato impenitente. Anche lui, progressivamente, mostra le sue ferite. Nel suo caso c’è un matrimonio discusso, non accettato dalla famiglia, finito in tragedia: la moglie è morta durante un duello (ebbene sì, al femminile) seguito a un fine settimana di dissolutezze. La coppia era finita in una festa “molto particolare” data da una coppia, durante la quale Mallory era finito nel letto della padrona di casa, e subito dopo la moglie moriva, in quello che era stato reputato un incidente perché la pistola doveva essere caricata a salve.
Mallory si porta dietro il senso di colpa per quella vicenda, da allora non si è più considerato degno di stabilire un rapporto duraturo con una donna e aveva affogato il dolore in tante relazioni brevi. All’inizio della storia crede che anche con Brock sarà così, ma le cose cambieranno.
Vedete, quindi, una storia forte e giocata sul filo dei sentimenti e delle personalità intensi.
Alla fine della storia appare Nyle Bedegrayne, il fratello da lungo tempo allontanato, in seguito a una lite col padre. Ma esiste la sua storia? Si intuisce che potrebbe riguardare anche Maddy Tipton. Ancora non sono riuscita a trovarne notizia. Se qualcuno ne sa qualcosa mi faccia sapere!

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JESSICA BENSON: La promessa di Tristan


TITOLO: La promessa di Tristan
AUTRICE: Jessica Benson
TITOLO ORIGINALE: Lord Stanhope’s Proposal
USCITA ITALIANA: I Romanzi 792, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 2/5
UN TALENTO DA NON PERDERE” Julia Quinn
Tristan, affascinante conte di Stanhope, si reca in un remoto villaggio del Sussex per proteggere l’onore della famiglia: suo cugino ha incautamente scommesso di riuscire a sedurre miss Calista Ashton, sorella nubile del vicario del posto. Intelligente e del tutto distaccata dalla moda e dalle convenzioni sociali, Calista conquista subito le attenzioni di Tristan. Ma una serie di ostacoli inattesi rischia di spegnere la scintilla d’amore che si è accesa fra di loro.
Si tratta di un classico Regency che ricorda molto alcuni dei classici alla Georgette Hayer ma, visto che questa autrice non mi è mai piaciuta moltissimo, si può dedurre come questo romanzo non mi abbia fatto particolarmente impazzire.
La trama è del tutto esile: il nobile e ammirato Tristan Richard Rutherford Hayes conte di Stanhope deve sempre correre in aiuto del cugino Oswald Cravanndish, che tende a cacciarsi nei guai con scommesse e imprese ridicole a cui lo spingono gli amici. Nonostante sia stato confinato in campagna dalla madre, organizza una perversa scommessa: quella di sedurre Calista Ashton, la classica zitella del villaggio, sorella del curato, intenta solo ad opere di carità. Saputo della scommessa, Tristan si precipita al villaggio e qui trova tutti i notabili del luogo, soprattutto le donne, pronti a dargli la caccia per indurlo al matrimonio. L’unica che sembrerebbe indifferente alla sua presenza è proprio Calista che riesce ad attirare la sua attenzione proprio per questo. Da qui hanno il via diversi episodi basati su intrighi e macchinazioni per spingere il conte a sposare la bella del villaggio.
La trama, come vedete, è la solita, la stessa che si rinnova da Orgoglio e pregiudizio in poi. Non c’è nulla di questo racconto che ce lo rende appassionante e memorabile, né i personaggi, né il tema, né le situazioni. I personaggi sono stereotipati e poco sfaccettati, il tema e le situazioni sono i soliti. All’inizio può piacere il tono leggero e brillante della narrazione, ma a lungo andare esso diventa vuoto e ripetitivo ed io l’ho trovato alla fine irritante.
In quanto classico Regency l’ho trovato, poi, poco coinvolgente e appassionante, non c’è abbastanza elettricità tra i personaggi, in definitiva nessuna possibilità di coinvolgimento emotivo.
Meglio evitarlo, non mi pare che l’autrice sia stata riproposta da I Romanzi. Forse è meglio così.

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MARIANGELA CAMOCARDI: Dimmi di sì


TITOLO: Dimmi di sì
AUTRICI: Mariangela Camocardi
USCITA ITALIANA: I Romanzi Mondadori 791, dicembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
LA RAGIONE LE DICE CHE LUI NON E’ L’UOMO GIUSTO, MA IL CUORE…
Gemma è convinta che il destino sia un bizzarro burattinaio, che troppo spesso si diverte malignamente a manovrare il cuore di tutti noi. Non sta forse scombinando la sua vita e quella di Nardo, l’aitante ma anche sfuggente, gentiluomo di cui si è invaghita la baronessa Bessler? Come può Gemma provare sentimenti tanto forti proprio per l’innamorato della sua più cara amica? Sentimenti che Nardo sembra ricambiare…
Non vorrei sembrasse un accanimento spietato ma devo dire che questo romanzo non mi è piaciuto proprio, che l’ho dovuto leggere con quella che io definisco “lettura trasversale”, cioè praticamente scorrendolo velocemente perché altrimenti non sarei riuscita ad andare avanti.
Cerco di riassumere la trama: la protagonista, Gemma, raccoglie le confidenze della sua amica Fiorenzina che, in occasione di una festa in maschera, ha incontrato e si è invaghita di un uomo. Con estrema intraprendenza la ragazza ha contattato l’uomo e gli ha chiesto un appuntamento. Per la data fissata, però, la ragazza sta male e manda al suo posto l’amica che, invece dell’appuntamento, assiste al pestaggio di un uomo da parte dei soldati austriaci. La ragazza soccorre l’uomo, senza neanche sapere chi sia. Solo successivamente scopre che si tratta dell’uomo che interessa all’amica, ma ormai i due giovani si sono reciprocamente innamorati.
Non è che succeda molto altro, non c’è un reale impedimento alla loro storia d’amore, tranne qualche tentennamento della ragazza causato da un sentimento di lealtà nei confronti dell’amica e un vago persecutore austriaco che tenta di rapirla.
Sullo sfondo, come sempre per la Camocardi, il Risorgimento con i moti rivoluzionari.
Non c’è molto che io abbia apprezzato: la trama mi è sembrata lenta e priva di contenuti, in fondo non succede pressoché nulla. I personaggi sono poco sviluppati, poco profondi psicologicamente. Alcuni episodi di questa trama mi sono sembrati del tutto incomprensibili, faccio un esempio per tutti: quando Gemma viene rapita da Leopold e arriva a casa della ragazza una donna che sa dove è stata portata, il protagonista e i familiari di Gemma perdono letteralmente del tempo a farsi raccontare chi sia la donna e di cosa le sia successo, notato il suo aspetto sfigurato. Francamente troverai più credibile la reazione per cui Nardo si precipiti a salvare la ragazza e rimandi a dopo le spiegazioni.
Infine l’aspetto che più di tutto mi lascia perplessa e che ripeto ogni volta: questo fraseggio ridondante e barocco, soprattutto dei dialoghi, mi risulta del tutto insopportabile, quasi alienante e non lo giustifico neanche con il tentativo di riprodurre la parlata del periodo in cui è ambientato il romanzo. Se si va a rileggere I Promessi Sposi di Manzoni (e io lo faccio ogni anno per motivi di lavoro) ci si rende conto che i suoi personaggi si esprimevano in un modo molto più semplice, immediato e meno arzigogolato. Se c’è una cosa che non sopporto è proprio la retorica!

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LORETTA CHASE: Il lord della seduzione


TITOLO: Il lord della seduzione
AUTRICE: Loretta Chase
TITOLO ORIGINALE: Lord of Scoundrels
USCITA ITALIANA: I Romanzi Passione 6, novembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 3/5
Jessica Trent prima ha tentato e quindi ha avvinto Sebastian Ballister, marchese di Dain, in un bacio appassionato. E ora spetta a lui salvarle la reputazione. Ma Jessica avrebbe immaginato di desiderare quell’uomo arrogante e immorale. I suoi intenti erano ben altri. Eppure il fuoco dello scandalo è nulla al confronto dell’ardore della loro passione.
Da tanti acclamato come assoluto capolavoro del genere romance, devo però confessare di non aver particolarmente gradito questo romanzo e spero di non attirarmi troppe critiche. Sicuramente l’autrice è partita da una trama abbastanza tradizionale, l’eroe tormentato e perseguitato da odi e invidie e l’eroina testarda che lo redime, e l’ha rielaborata in maniera autonoma e originale, non sempre, però, in maniera tale da attirare la mia più assoluta attenzione.
Sebastian  e un’infinità di titoli Ballister è da tutti ritenuto come il Diavolo, a causa della stazza imponente e delle fattezze luciferine: capelli e occhi molto scuri e un naso prominente. Da sempre è stato allontanato da tutti, per primo suo padre che, dopo la fuga di sua madre, l’ha spedito a Eton e non si è più interessato di lui. Il piccolo Sebastian ha, cioè, subito un doppio trauma d’abbandono da cui non si è mai più ripreso. Per questo motivo, crescendo, ha sempre mantenuto una certa distanza emotiva con le persone che lo circondano ma, soprattutto, ha voluto sempre stupire e scandalizzare il ton che l’ha sempre guardato dall’alto in basso.
Tutto sommato ha raggiunto un suo equilibrio, precario, che viene totalmente stravolto dall’apparire di Jessica Trent la quale vuole conoscerlo solo per allontanarlo dal proprio fratello, ma che finisce per rimanerne stregata. I primi incontri fra i due sono scoppiettanti perché non fanno altro che stuzzicarsi e sfidarsi, consapevoli di una forte attrazione strisciante tra loro. Quando vengono sorpresi in un bacio appassionato da un gruppo di nobili, Sebastian vorrebbe far finta di nulla, ma lei lo mette di fronte alle sue responsabilità, addirittura sparandogli. Di fronte a una femmina così “indiavolata”, Lord Belzebù non può far altro che cedere alle nozze e da quel momento inizia la lotta di Jessica per addomesticare il marito.
Sicuramente questo libro ha diversi aspetti positivi: ad esempio l’ironia largamente impiegata dall’autrice che investe i protagonisti, ma soprattutto colpisce i personaggi secondari, come il povero fratello di Jessica, tanto duro di comprendonio quanto la sorella è astuta. In generale lo stile di scrittura è molto curato.
La parte più apprezzabile è l’intenso lavoro con cui l’autrice ha curato lo sviluppo psicologico dei personaggi che prende la maggior parte del racconto, soprattutto di Sebastian. Il protagonista è un personaggio profondamente ferito, con molte contraddizioni e molte finzioni che non sono altro che il muro che ha costruito per proteggersi dal ripetersi di quei dolori che hanno segnato la sua infanzia. Egli non ha ancora elaborato il lutto dell’abbandono della madre e sembra che ci riesca quando incontra una donna che la possa sostituire nel suo cuore, ma, soprattutto, quando accettando la propria paternità protegge un altro essere dal subire i suoi stessi traumi.
Rispetto a Sebastian, di Jessica predomina un atteggiamento più esteriore, piuttosto che la costruzione psicologica, ma anche lei è una donna forte, anticonvenzionale che, una volta accettati i suoi sentimenti per Sebastian, lotta per farli trionfare e farli accettare al marito e fargli ammettere che li ricambia. Nonostante ciò, però, ho trovato questo libro estremamente lento, con i protagonisti, a volte, impegnati in discussioni lunghe e sterili, con continui contrasti che non si capiva dove volessero portare. Più volte mi sono ritrovata a distrarmi o a voler mettere da parte il libro per potergli dare un giudizio superiore.
Sappiate, comunque, che è considerato un grande classico, quindi è stato apprezzato dalla maggior parte delle lettrici.

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CANDICE PROCTOR: Una notte nell'Eden


TITOLO: Una notte nell’Eden
AUTRICE: Candice Proctor
TITOLO ORIGINALE: Night in Eden
USCITA ITALIANA: I Romanzi Passione 5, novembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 5/5
Briony Wentworth, accusata della morte del marito, è condannata alla deportazione, nell’ultimo luogo della terra, l’aspra e selvaggia Australia. Lo strano dovere che le viene imposto è occuparsi di un bambino, il figlioletto dell’affascinante capitano Hayden St John. Fin dal primo sguardo, l’attrazione tra loro è incandescente. Ma sarà solo nella purezza dell’amore che potranno dimenticare il passato e vivere appieno la passione che li unisce.
Era da un po’ che non mi capitava di leggere un romanzo così avvincente, da leggere, nonostante la sua complessità, tutto d’un fiato. Protagonista femminile epica, un personaggio che giganteggia su tutti gli altri, anche se non per questo sminuisce il protagonista.
Lei è Briony Wentworth, della Cornovaglia, una figlia di 3 anni e un altro in arrivo quando scopre, sulla scogliera, il marito che la tradisce. In preda alla furia lo colpisce alla testa e questi cade in mare. Tutti pensano cha sia morto, la rinchiudono in prigione e la condannano per omicidio ai lavori forzati in Australia. Le viene strappata la figlie e, poco dopo il parto, le muore anche il figlio neonato. A quel punto viene presa a lavorare da un colono. Briony teme di dover diventare una serva a disposizione dei desideri lascivi di un rozzo galeotto, invece si trova davanti un bell’uomo che le chiede solo di allattare il figlioletto. Inizia così l’avventura di Briony con il Nuovissimo Continente. Lì nulla è semplice ma, laddove un’altra donna si arrenderebbe, lei è spronata a fare di più e meglio.
Hayden St John possiede una tenuta e anche delle navi; è un colono decisamente benestante. È arrivato lì con la moglie Laura, ma questa non si era mai adattata all’ambiente ed era morta di parto. Hayden si porta dentro il senso di colpa per aver costretto la donna ad accettare le sue scelte e i suoi desideri. In effetti, Hayden si sente totalmente a suo agio in Australia, ha trovato lì la sua dimensione molto di più che in Inghilterra o India. Considerate le difficoltà della moglie, ammira ancora di più il coraggio e l’intraprendenza di Briony nell’affrontare i disagi e i problemi.
Tra i due si sviluppa, in un crescendo parossistico, una fortissima attrazione fisica che Hayden vorrebbe soddisfare subito, ma che Briony per orgoglio rifiuta ripetutamente. Non vuole diventare l’amante del proprio padrone. Anche perché il suo sogno è tornare dalla figlia, dopo aver scontato gli anni di lavori forzati. Le cose non vanno proprio così perché all’attrazione e all’amore non si può resistere…
Come ho già detto, Briony è un’eroina fortissima, supera tantissime difficoltà, tantissimi problemi senza arrendersi mai. La sua presenza avvince la lettrice dall’inizio alla fine. Altrettanto avvincente è la storia d’amore che unisce i due, a lungo negata da Hayden per paura di perderla, ma poi scoppiata con tale forza da non poter essere evitata.
Mi fermerei a sottolineare anche la bravura nel descrivere gli ambienti selvaggi, violenti dell’Australia, questo clima così singolarmente invertito per un europeo. Ci fa proprio sentire sulla pelle le difficoltà di resistere in un ambiente così aspro, scabro e selvaggio.
Indimenticabile!

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LINDA FRANCIS LEE: Ritorno a Swan's Grace


TITOLO: Ritorno a Swan’s Grace
AUTRICE: Linda Francis Lee
TITOLO ORIGINALE: Swan’s Grace
USCITA ITALIANA: I Romanzi 790, novembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
LUI AMA LE REGOLE, LEI INFRANGERLE…
Sophie, violoncellista di talento, lascia l’Europa per fare ritorno a Boston, decisa a riallacciare i legami con il padre. E trova una sorpresa tutt’altro che dolce: la sua casa è stata venduta al suo amico d’infanzia Grayson Hawthorne, ora importante avvocato. Legati da un amore mai confessato, Sophie e Grayson si trovano a doversi affrontare in una terra di nessuno fatta di pragmatici interessi. E di troppe ombre che potrebbero separarli.
Con questo libro si conclude la lettura dei tre libri della serie sui fratelli Hawthorne che Mondadori ha pubblicato, forse, con tempi troppo dilatati. Questo è il secondo romanzo e ha per protagonista il maggiore dei fratello, Grayson, giovane e brillante avvocato.
L’amore inizia quando si ritrova in casa quattro intrusi, convinti di aver tutto il diritto di stare lì. Tra di loro c’è Sophie Wentworth che si crede proprietaria della casa, ignara del fatto che il padre l’ha venduta a Grayson. Sophie è una giovane violoncellista di talento, ha vissuto per cinque anni in Europa e ora è tornata su richiesta del padre. La sua vita in Europa non è stata tranquilla: dopo aver finito gli studi in conservatorio, ha iniziato a fare dei concerti, ma ben presto ha finito con l’accontentare i gusti del pubblico proponendo un programma più leggero e un filo più malizioso. Al momento non ha grandi possibilità economiche e risponde volentieri alla chiamata del padre, sperando anche di poter riallacciare i rapporti con lui: Sophie è stata una bambina prodigio e ha avuto una madre che l’ha sostenuta. Alla morte della madre le è caduto il mondo addosso: il padre si è risposato nel giro di poco tempo e si è sentita sola, proprio quando tutte le persone a cui voleva bene, incluso Grayson, sembrano averla abbandonata. Per questo è letteralmente fuggita in Europa. La sua speranza di ritrovare un rapporto col padre viene delusa quando capisce che la sua casa è stata venduta e lei è stata richiamata per essere fidanzata con Grayson. E nonostante il fatto che lei abbia sempre amato Grayson non intende sottostare alle macchinazioni altrui, soprattutto se un eventuale matrimonio volesse dire perdere la propria libertà, indipendenza.
Dall’altra parte Grayson è l’emblema del perfetto gentiluomo, posato e compassato alla ricerca della moglie perfetta. Anche la sua vita non è stata per nulla semplice a causa del difficile rapporto con il padre. In passato Sophie è stato il suo punto di riferimento, ma ora non riesce più a riconoscerla nella giovane indipendente e vivace che non vuole sottostare a nessuna regola. Sono due mondi che si scontrano e non capiscono che le loro opposte reazioni nascono dallo stesso sentimento: un senso di inadeguatezza inculcato loro dalle esperienze della vita per cui Sophie ostenta le sue imperfezioni, mentre Grayson le vuole cancellare. Questo libro rappresenta la prova finale e la comune accettazione da parte di entrambi di pregi e difetti, propri e dell’altro.
Questo libro presenta una costruzione psicologica dei due personaggi davvero molto accurata, commovente e del tutto credibile. Il loro rapporto è tormentatissimo: hanno scontri continui, ma anche momenti dolcissimi e intensi.
I dialoghi, la scrittura contribuiscono tutti a creare un romanzo davvero molto ben fatto, forse il migliore dei tre. Complimenti all’autrice!
SERIE HAWTHORNE
  1. CON GLI OCCHI DELL’AMORE
  2. RITORNO A SWAN’S GRACE
  3. NIGHTINGALE’S GATE

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CANDICE HERN: L'emozione di una notte


TITOLO: L’emozione di una notte
AUTRICE: Candice Hern
TITOLO ORIGINALE: In the Thrill of the Night
USCITA ITALIANA: I Romanzi 789, novembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
UN’IDEA SCANDALOSA PER RIPRENDERE A VIVERE
Dopo due anni di lutto, Marianne Nesbitt decide che è tempo di avere una amante. Una decisione che disorienta Adam, migliore amico di suo marito e ora suo più stretto confidente. Da sempre innamorato di Marianne, egli non ha mai osato farsi avanti e freme di gelosia quando lei sceglie l’affascinante lord Sherwood. Ma la notte di passione che dà inizio alla relazione non va come Marianne immaginava…
Inizio con questo romanzo una serie del tutto diversa dalle solite. Protagonista ne è un gruppo di gentildonne, ormai vedove da tempo, che desiderano dare una svolta alla loro esistenza, in particolare un compagno che possa ravvivare i loro letti solitari.
La protagonista del primo capitolo è Marianne Nesbitt, vedova da due anni, che non ha ancora spezzato il legame che la tiene unita al defunto marito, David. Ma i racconti dell’amica Penelope le insinuano il dubbio che si sia perso qualcosa dei rapporti coniugali, per questo motivo decide di trovarsi un amante. Il primo a cui rivela la sua intenzione e Adam  Cazenove, miglior amico del marito e divenuto anche il suo miglior amico. L’uomo appare scioccato da tale rivelazione perché l’ha sempre vista come una creatura inviolabile, in quanto moglie del suo miglior amico, e perché capisce di aver sviluppato un forte sentimento di possesso e di gelosia nei suoi confronti.
Quando la donna gli presenta una lista di candidati, lui si impegna seriamente nello scoraggiarli e toglierli di mezzo. Ci sarebbe un unico, piccolo, irrilevante particolare: Adam si è appena fidanzato e non può sperare di aver per sé Marianne…
La trama, come capite, non è particolarmente complessa, né particolarmente mozzafiato; è sicuramente ben intrecciata, con un giusto equilibrio tra la parte divertente e quella sentimentale. I personaggi hanno una buona tenuta psicologica, anche se alle spalle non hanno drammi e tormenti vari. Entrambi sono trattenuti dal ricordo di David e dal fatto che si sono sempre visti come amici e fanno difficoltà a vedersi legati sentimentalmente.
Il romanzo è basato su questo gruppo di quattro signore chiaramente ed espressamente ispirate a Sex and the City (lo dice la stessa autrice) e mi sono ritrovato a cercare di attribuire a ciascuna di loro il chiaro riferimento al personaggio della serie: Marianne è Carrie? Il romanzo è tutto giocato su temi volutamente maliziosi, questo rende i personaggi molto familiari, ma forse poco credibili per un romanzo ambientato nell’Ottocento.
Il romanzo è, comunque, molto divertente e lo consiglio per una lettura spensierata.

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SABRINA JEFFRIES: Tra le braccia di un principe


TITOLO: Tra le braccia di un principe
AUTRICE: Saabrina Jeffries
TITOLO ORIGINALE: In the Prince’s Bed
USCITA ITALIANA: I Romanzi 788 novembre 2007
GIUDIZIO PERSONALE: 4/5
“CHI AMA I ROMANZI D’AMORE DEVE LEGGERE SABRINA JEFFRIES” Lisa Kleypas
Londra, 1813. lord Alexander Black, conte di Hersley e figlio illegittimo del principe di Galles, ha un doppio problema: sentimentale e finanziario. Deve impalmare un’ereditiera prima che la notizia del dissesto finanziario in cui si trova raggiunga Londra. La prescelta è Katherine Merivale, nel cui cuore il fascino di Lord Hersley non tarda a far breccia. Ma, inaspettatamente, Katherine scopre le mire di Alexander. Potrà ancora fidarsi di lui?
Nel periodo delle Reggenza era piuttosto famosa la straordinaria propensione del Principe Reggente per la lussuria e il gran numero di amanti che aveva avuto e con le quali aveva spesso concepito della prole. In modo originale, la Jeffries ha deciso di rendere tre di questi ipotetici figli illegittimi protagonisti di una serie. Si inizia con Alexander Black Conte di Hersley che ha scoperto solo da adulto di non essere figlio di colui che riteneva suo padre e questo lo ha aiutato a spiegarsi l’atteggiamento ostile che aveva sempre ricevuto da lui. Al momento della scomparsa del padre scopre anche di aver ereditato una proprietà in rovina e di non avere i fondi per riportare agli antichi splendori. A questo punto decide di organizzare l’incontro con altri due bastardi del re per stabilire con loro una sorta di società di mutuo soccorso: si tratta di Gavin Byrne e Marcus Draaken, le cui origini poco limpide sono state ragione di emarginazione dalla società. Ed è proprio Byrne a suggerirgli di corteggiare una donna che dopo il matrimonio erediterà una ricca fortuna.
Katherine Merivale ha altrettanta fretta di sposarsi. Anche la finanza della sua famiglia sono dissestate a causa del dissoluto stile di vita del padre, ma con il matrimonio erediterà le sostanze lasciatale dal nonno. Spera di sposare l’amico di sempre, il poeta Sidney Lovelace, ma questi mostra poco interesse nel matrimonio.
L’incontro tra i due protagonisti è scoppiettante, l’attrazione tra di loro è intensa e molto evidente e, laddove Alec spinge ad approfondirla, Katherine vuole allontanare da sé le attenzioni di quell’uomo che lei reputa un dissoluto tanto quanto il padre.
Partiamo elogiando l’originalità dei protagonisti maschili scelti per questa serie: sono dei bastardi reali che non hanno ricevuto nessun vantaggio dalle loro origini. Alec, per giunta, ha dovuto subire sempre l’acrimonia del padre e ha visto la madre soffrire, maltrattata dal marito. Questo l’ha portato a non credere nel matrimonio e a volerne fare solo un accordo d’affari. Per questo, in un primo momento, non si sente in colpa per voler manipolare Katherine. Ma, man mano che la passione e l’affetto tra i due crescono, non può fare a meno di sentirsi in colpa e di desiderare un amore vero che lo leghi alla ragazza. Alec è un eroe seducente, ma non vuole essere il classico seduttore libertino, anzi dimostra una straordinaria sensibilità e non ha alle spalle stragi di cuori femminili, ma una vita dedicata all’impegno e al lavoro.
Dall’altra parte, l’eroina è una tipica eroina della Jeffries, non è il primo libro di lei che leggo e questa ragazza mi sembra straordinariamente somigliante alle altre: maliziosa, impertinente, testarda, ingarbuglia la vicenda con delle scelte azzardate, ma alla fine in lei prevale la saggezza e la capacità di difendere il proprio amore. In alcuni momenti mi è sembrato un po’ troppo ingenua: non capisce le cose neanche quando sono lampanti davanti ai suoi occhi.
Nel complesso il libro è piacevole e aspetto di leggere gli altri due.

SERIE FRATELLANZA REALE
-         TRA LE BRACCIA DI UN PRINCIPE
-         TO PLEASURE A PRINCE
-         A NIGHT WITH A PRINCE

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