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CAROL TOWNEND: La sposa sassone

TITOLO: La sposa sassone
AUTRICE: Carol Townend
TITOLO ORIGINALE: The Novice Bride
USCITA ITALIANA: GRS 650, settembre 2008
GIUDIZIO PERSONALE: buono.
Wessex, 1066
Lady Cecily non avrebbe mai pensato, dopo quattro anni trascorsi in un convento di avere il coraggio di affrontare di nuovo la violenza del mondo esterno. Eppure, quando apprende che il feudo appartenuto per generazioni alla sua famiglia è stato assegnato dal re a un cavaliere normanno, non esita a tornare a casa per proteggere i fittavoli da eventuali soprusi. Inaspettatamente, però, scopre che il nuovo castellano, Sir Adam Wymark, è un uomo di incredibile fascino e di animo nobile. Così, pur essendo di discendenza sassone, la giovane e inesperta Cecily si offre di diventare sua moglie pur di salvare Fulford Hall. Colpito da tanta pudica audacia, Sir Adam accetta, anche perché, essendo un uomo d'arme, non ha alcuna esperienza nella gestione di un feudo. Ma ben presto qualcosa nel comportamento della sua futura sposa lo induce a sospettare della sua lealtà.
Classicissimo medievale ambientato poco dopo la battaglia di Hastings e il nostro eroe maschile ne è stato protagonista.
TRAMA
Dopo la battaglia di Hastings Adam Wymark ha guadagnato da Guglielmo il Conquistatore per i suoi meriti il feudo di Fulford Hall, il cui precedente castellano sassone è morto in battaglia. Per legittimare ulteriormente questa successione Adam deve sposare Emma, la primogenita di Fulford, la quale invece scappa. Andando alla ricerca della ragazza, Adam si imbatte nella sorella minore di questa, Cecily Fulford, la quale è stata rinchiusa in convento negli ultimi quattro anni. La ragazza capisce che la guerra contro i normanni è irrimediabilmente persa, quindi piuttosto che sforzarsi in una sterile resistenza decide di collaborare, per questo si offre di sposare Adam al posto della sorella.
PERSONAGGI
Adam è un cavaliere non di nobili origini che si è fatto da sé. Ha un atteggiamento di tolleranza e collaborativo nei confronti della popolazione sottomessa perchè ha capito che l'atteggiamento dispotico non porterà a nulla e non gli interessa proprio. Non per questo è debole e subisce senza reagire, anzi sa prendere in mano la situazione quando essa diventa poco chiara. È piacevole come protagonista perché è un personaggio tranquillo, gentile, che vuole innamorarsi e che ha una caratteristica che lo rende molto umano: si mangia le unghie...
Cecily è una ragazza del tempo perfettamente credibile: ha subito le scelte del padre che l'ha voluta chiudere in convento, ma ha saputo prendere in mano la propria vita e ha scelto di venire a patti con il nemico pur di proteggere la sua gente. La sua caratterizzazione psicologica non è complessa anche perché di lei si sottolinea questa esigenza di sopravvivere in una situazione molto pericolosa.
Tutta la trama si gioca anche intorno alla forte, immediata attrazione fisica tra i due. C'è una scena bellissima all'inizio del libro in cui Adam le toglie il velo da suora, scena davvero bellissima!
STILE
L'autrice è molto brava nella descrizione e nella narrazione. Alcune scene sono davvero ben descritte. Altrettanto bene costruisce i dialoghi. Come ho detto precedentemente, forse manca un po' la caratterizzazione psicologica ma probabilmente all'autrice interessava maggiormente descrivere la durezza di questo frangente storico e la violenza dello scontro tra Sassoni e Normanni.

Consigliato!

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JULIE GARWOOD: La sposa ribelle

TITOLO: La sposa ribelle
AUTRICE : Julie Garwood
TITOLO ORIGINALE: Gentle Warrior
USCITA ITALIANA: Originali Euroclub
GIUDIZIO PERSONALE: mediocre
Nell'Inghilterra medievale, sotto il regno di Guglielmo il Conquistatore, le ultime scintille della rivolta sassone ancora divampano contro il dominio normanno. È così che la splendida castellana Elizabeth si trva ad assistere al massacro della sua famiglia a opera di feroci invasori. Ed è così che il potente barone Geoffrey si trova a dover riconquistare il proprio feudo dalle mani degli usurpatori. Ma la battaglia, seppur vittoriosa, ha un epilogo drammatico: il coraggioso condottiero è ferito e la sua vita è appesa a un filo, nessuno pare in grado di salvarlo. Nessuno, se non Elizabeth. Con mano sicura e paziente dedizione, la giovane lo medica, lo assiste e lo guida fuori dal delirio dell'agonia. E con fredda determinazione, lo avverte poi che se lui non farà giustizia, provvederà di persona a uccidere il mandante della strage. La risposta di Geoffrey è sconcertante e imprevedibile: la sposa. Subito e senza esitazioni. Elizabeth è smarrita e confusa, tutto il suo mondo è cambiato, gli affetti svaniti, e ora è costretta a condividere la vita intera con un nuovo marito cocciuto, arrogante, inflessibile e... assolutamente meraviglioso. Tra le mura di pietra degli antichi castelli, dove dame e cavalieri fanno della lealtà la legge più inviolabile, si snoda la storia di un amore inevitabile e tumultuoso, la avventurosa vicenda di due destini che si intrecciano in un'unica, ardente passione.
Ho letto vari commenti in cui si sottolineava il fatto che questo libro risentiva del fatto di essere il primo dell'autrice. Io non ho letto in precedenza nessun libro di questa autrice, quindi non sono in grado di fare raffronti, ma sono in grado di dire che questo libro non mi ha convinta del tutto.
TRAMA
La trama è stata già spiegata abbondantemente. È un classico medievale, classicamente ambientato durante la Conquista normanna. Un castello sassone, passato ai normanni viene aggredito e i signori vengono trucidati. Unici superstiti sono Elizabeth e il suo fratellino Thomas. Il barone Geoffrey va a liberare il castello del suo vassallo, qui viene ferito ed Elizabeth lo cura. Dopodiché i due si sposano piuttosto frettolosamente e attaccano a litigare per qualsiasi motivo. A questo aggiungerei che, almeno nella traduzione italiana, il nucleo della storia, ossia la vendetta contro gli assalitori, viene congedato in maniera frettolosissima.
PERSONAGGI
Entrambi i protagonisti sono poco sviluppati. Elizabeth ha questa enorme ferita alle spalle: ossia l'aver visto la propria famiglia distrutta brutalmente. In qualche modo si illude di aver ricreato un nucleo familiare con Geoffrey, ma si ritrova a scontrarsi con un marito freddo che la vuole sottomessa e non una compagna di vita. Per questo diventa decisamente bisbetica e fa assurdità anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
Geoffrey ha, probabilmente, una concezione un po' particolare, fredda della famiglia, probabilmente perché non ricorda l'affetto dei suoi genitori, morti quando lui era piccolo. È, a volte un po' freddo con Elizabeth, è vero, ma non ha mai un comportamento talmente insensibile da meritare la reazione della sposa, mentre ha buoni motivi per infuriarsi con lei.
STILE
L'autrice, ai suoi esordi, è molto brava nelle descrizioni e narrazioni, con un lessico per nulla banale. La sua pecca, in questo libro, è nello svolgimento della trama, decisamente puerile e immotivato, e nella costruzione superficiale dei personaggi.
Io non lo consiglio!


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GAIL RANSTROM: Il libertino innamorato

TITOLO: Il libertino innamorato
AUTRICE: Gail Ranstrom
TITOLO ORIGINALE: Lord Libertine
USCITA ITALIANA: GRS 649, settembre 2008
GIUDIZIO PERSONALE: Insufficiente
Londra, 1821
Chi ha ucciso la dolce e gentile Cora? Isabella O'Rourke ha giurato di ritrovare l'assassino dell'amata sorella, un misterioso individuo che prima di morire Cora ha descritto come un uomo alto, bruno, la cui bocca aveva un sapore amaro. E così, sotto il falso nome di Lady Lace, Isabella decide di baciare tutti gli uomini alti e bruni in cui si imbatte partecipando agli eventi mondani che Londra offre in quel periodo. Ma l'incontro con Lord Andrew Hunter, un affascinante libertino in cerca di nuove emozioni, scombussolando i suoi piani. Lui infatti la segue come un'ombra, impedendole di portare avanti la sua indagine. E Isabella non può evitare di chiedersi se Andrew sia un demonio o un angelo custode, e se sia davvero innamorato di lei come sostiene. A meno che, naturalmente, non sia proprio lui l'assassino di Cora!
Romance dalla forte atmosfera cupa con un mistero che non lo è nemmeno tanto!
TRAMA
L'inizio è davvero forte perché vediamo una ragazza morente, orrendamente seviziata, che chiede alla sorella vendetta, limitandosi a dirle che l'uomo che l'ha ridotta in quello stato è alto e moro, la sua bocca ha un sapore amaro e dopo i baci si lecca le labbra... Da questi indizi inizia la ricerca di Isabella O'Rourke che, in qualità di lady Lace, si mette a baciare tutti gli uomini alti e mori che incontra a Londra, finché non si imbatte in Andrew Hunter che la provoca e ne controlla il comportamento. Entrambi, in realtà, sono coinvolti nelle indagini e vengono a contatto con il lato oscuro di Londra.
PERSONAGGI
Non trovo che l'autrice si sia spesa tanto nello sviluppo dei suoi personaggi che sono entrambi abbastanza stereotipati e la cui psicologia è poco tenuta in conto.
Isabella è, naturalmente, addolorata e traumatizzata dalla morte violenta della sorella. Certo, il modo che ha scelto per risolvere il mistero mi sembra piuttosto semplicistico e irrealistico. Altrettanto assurda mi sembra la sua capacità di passare dai salotti, ai posti malfamati, comportandosi da donna non perbene e non si capisce come faccia a mantenere l'anonimato e a riapparire in società nelle vesti da debuttante. Poi, naturalmente, è testarda e non fa mai quello che le viene chiesto.
Andrew dovrebbe essere un eroe di guerra, ferito dalle brutture viste e che si è lasciato andare alle dissolutezze per dimenticare. Tutto questo si intuisce soltanto perché non viene mai sviluppato il tema in maniera soddisfacente. In maniera fugace, si parla di un episodio di guerra piuttosto doloroso. Non si capisce bene la sua natura di libertino, visto che per tutto il tempo del romanzo non si comporta da tale. È solo vagamente alfa visto che è indispettito dal comportamento “libertino” di Isabella.
Da aggiungere che il sorgere dell'amore tra i due non è chiaro e non è neanche motivato.
STILE

Il tema giallo è abbastanza prevedibile, è quasi immediatamente chiaro che sia il responsabile. L'autrice è brava soprattutto nelle descrizioni di luoghi e situazioni cupe, anche troppo cupe, metteva quasi angoscia. Non mi è particolarmente piaciuto leggere di situazioni così violente.

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